(Corte di Cassazione, Sentenza 9878/2008)
I Notai non sono come gli altri professionisti: svolgono una funzione pubblica e “non è ipotizzabile” che si facciano concorrenza tra loro.

notaio

Lo afferma la Cassazione che, almeno per questa categoria, mette in discussione la prima lenzuolata pro liberalizzazione del Ministro dello sviluppo economico Pierluigi Bersani.L’occasione è la sentenza 9878, depositata il 15 aprile: la Suprema Corte dà ragione al Consiglio notarile di Verona nel processo contro un notaio incolpata di aver fatto concorrenza «illecita» ai colleghi nel luglio del 2004. Come? «Con la riduzione degli onorari in via ripetuta, continuativa e non occasionale, così violando l’articolo 147 della legge notarile». Secondo i giudici, il decreto legge Bersani n. 223 che liberalizza le tariffe professionali non salva il notaio perché entra in vigore il 4 luglio 2006, e non ha efficacia retroattiva. Né si può applicare il favor rei, un principio penalistico da non estendere alla sanzione disciplinare inflitta dall’Ordine al notaio di Verona. Oltre a questi due principi di diritto, però, la Cassazione fa affermazioni importanti sulla natura della professione. «È sicuramente da escludere – si legge – che in relazione all’attività notarile che si contretizza nello svolgimento di una pubblica funzione (…) sia ipotizzabile la possibilità di una libera prestazione di servizi, in regime di concorrenza, da parte di altri professionisti dello stesso paese o di altri paesi della comunità>>

Fonte:Donnegeometra