Strade del sesso vietate, multe ai clienti che si fermano a contrattare. Forze dell’ordine e sindaci, in Toscana come in tutta Italia, le hanno provate di tutte per arginare il fenomeno della prostituzione.

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Da Massa arriva ora una proposta nuova: confiscare gli appartamenti ai proprietari che le affittano consapevolmente alle prostitute. Lo chiederanno i carabinieri di Massa ai magistrati per arginare il fenomeno che negli ultimi tempi sta trasformando Marina – specie nei mesi invernali – in un quartiere a . Per ora è solo una proposta ma potrebbe fare da deterrente. Almeno è questo il senso della proposta che stanno per formalizzare le forze dell’ordine. Le prostitute da strada sono sempre più rare: ci sono come ogni anno, ma il loro numero è calato, a Marina di Massa come altrove. Le lucciole piuttosto che sui marciapiedi adesso i clienti li aspettano comodamente a casa. A Marina di Massa, nelle ultime settimane i carabinieri hanno scoperto venti case chiuse. «Abitazioni – dice il capitano della compagnia Stefano Nencioni – che venivano affittate a cifre piuttosto alte (800-900 euro al mese per una cinquantina di metri quadri) con o al massimo bimestrali.

Le ragazze hanno confessato che i proprietari al momento della firma fanno presente che la casa da giugno a settembre non è più disponibile perché arrivano i turisti». Non è un fatto di costi, però, perché anche le lucciole potrebbero pagare la pigione di 1.500 euro. Il problema è che durante l’estate c’è più gente in giro e si rischia di essere pizzicati. Anche perché il rischio per i proprietari è quello di essere denunciati per favoreggiamento della prostituzione. La proposta di chiedere la confisca delle case- è venuta dopo l’ennesimo blitz in un appartamento dove si prostituivano ragazze cinesi. In manette sono finite la maitresse, 45 anni, e la , una ventenne che aveva fatto impazzire più di una persona a Massa. Tanto che il giro era davvero buono: nella giornata in cui sono scattate le manette la coppia aveva guadagnato quattromila euro. Soldi che avevano nascosto sotto terra nel giardino della loro abitazione, una villetta a schiera in viale della Stazione. Ora i carabinieri chiameranno in caserma i clienti per capire se le due facevano parte di una rete a luci rosse orientale oppure se è un caso isolato. La posizione della villetta a luci rosse era decisamente strategica.

Fonte: Il Tirreno