Affittava una casa sotto falso nome fingendosi il proprietario: incassava gli anticipi e poi, ovviamente, spariva nel nulla. Con questo stratagemma sono state ingannate numerose persone oltre alla legittima proprietaria dell’immobile, che aveva affittato l’appartamento al senza mai percepire il canone di locazione.

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, 13 giugno 2008 – “Toh, eccone un altro…”. Così si è sentito apostrofare dal guardiano di una palazzina a , un uomo che, suo malgrado, aveva preso in affitto una casa. M.M. pensava di aver firmato un contratto di affitto col proprietario della casa. E invece… Invece per l’accusa M.M. è rimasto vittima di un raggiro da parte di chi prima aveva preso in affitto l’abitazione senza peraltro mai pagare il canone di locazione e poi si era spacciato per proprietario della casa provando a sua volta ad affittarla a terzi. E così la vicenda, a distanza di quasi 5 anni, si sta risolvendo in un’aula di tribunale. Contro l’imputato, G.A., sono state intentate due cause che ieri, dinanzi al giudice unico Nidia Genovese, sono state discusse una dopo l’altra ed entrambe rinviate al 10 febbraio del prossimo anno. Nel primo processo G.A. deve spiegare come mai aveva preso in affitto una casa a Torre del Lago e non aveva poi pagato il canone; nel secondo invece dovrà chiarire i motivi per cui, presentandosi sotto falso nome, aveva provato a subaffittare lo stesso appartamento ad altri.

La prima chiamata a testimoniare è stata D.S., la vera proprietaria dell’immobile. “Affittai casa a G.A. – ha testimoniato in aula – per sei mesi nel settembre del 2003. Mi disse che aveva moglie e figlio e che per necessità di lavoro doveva trasferirsi in zona. Non mi ha mai pagato, per cui dopo un paio di mesi mi sarei accontentata che mi liberasse la casa”. Invece fece un’altra scoperta. “Venni a sapere che altre persone – ha detto – cercavano di entrare nell’appartamento. E così ho capito che quell’uomo cercava di subaffittare la casa ad altri”.

Fine di un capitolo, se ne apre un altro. A testimoniare è stato chiamato M.M. “Vidi un cartello affittasi con un numero di telefono. Chiamai e mi incontrai con quella persona. Era un uomo distinto e ben vestito. Mi fece vedere la casa per 6-7 volte – ricorda – e si comportava come fosse il proprietario. A me si presentò come A.P. e con lui ho firmato il contratto di locazione versando un anticipo di 250 euro nel novembre del 2003. Il giorno che volevo entrare in casa gli telefonai e mi disse di farmi dare le chiavi dal giardiniere che sapeva tutto”.

Cosa che il M.M. fece quando il giardiniere arrivò. Ma in tutta risposta gli disse: “Toh, eccone un altro”. E di qui capì di essere stato raggirato. Non a caso provò successivamente a rintracciarlo, ma ovviamente senza successo. Il processo è appena iniziato. Se ne riparlerà il 10 di febbraio del 2009 con l’esame di altri testimoni e le conclusioni dell’accusa e della difesa.

Fonte: La Nazione