Calo delle compravendite di case, prezzi degli immobili senza vistose riduzioni, e piu’ difficolta’ di accesso al credito con un aumento della percezione del rischio da parte delle banche: questo, in sintesi, il ritratto del mercato immobiliare italiano nel 2008, tracciato dal centro studi che ha analizzato i dati del primo semestre dell’anno.

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Secondo le proiezioni dell’istituto bolognese, nel 2008, si prevede un calo delle compravendite di abitazioni di almeno 80mila unita’ con un meno 10% rispetto all’anno scorso. Una diminuzione, dunque, che si aggiunge a quella gia’ registrata nel 2007 con un calo del 4,6%, che corrisponde a 40mila compravendite di case in meno.

La domanda diminuisce e cresce l’offerta ma il costo delle case e’, in sostanza, stabile: “I prezzi – si legge nel II Rapporto sul mercato immobiliare 2008 di Nomisma – non cedono ancora in sede nominale; nell’ultimo semestre sono in aumento del 2,1% le case, del 3% gli e del 3,7% i ” e per il 2009 si prevedono “prezzi sostanzialmente stabili in termini nominali e diffusi cali al netto dell’inflazione”. La domanda di abitazioni e’ composta dal 51% per la prima casa (in tendenziale aumento rispetto al 2007, frutto delle richieste di nuove famiglie e del passaggio dall’affitto alla proprieta’ della popolazione immigrata straniera) , dal 28% per la sostituzione, dal 9% per la seconda casa e dal 12% per investimento. Le intenzioni di acquisto di un’abitazione, nel prossimo anno – rivela ancora il Rapporto – sono sui livelli piu’ bassi dell’ultimo ciclo immobiliare (1,8%), quando erano al 7% all’inizio degli anni 2000. Anche i tempi di vendita degli immobili sono aumentati diffusamente e sono in media pari a 5.6 mesi per le abitazioni, 6.6 mesi per gli , 6 mesi per i negozi e 3.6 mesi per i box auto. Da registrare anche un “tracollo” dei mercati in periferia mentre sono “i centri delle citta’ che sostengono il sottile mercato odierno”.

Fonte: La Repubblica.it