La parola “bancarotta”, a livello giuridico, d’ora in poi non riguarderà soltanto imprese, attività o cooperative. Presto infatti si andrà davanti al giudice anche per fallimento individuale. Il Consiglio dei Ministri ha approvato un disegno di legge che regola per la prima volta questo aspetto. In Italia non sono in difficoltà soltanto le famiglie con i redditi minimi: lo sono altrettanto quelle famiglie dove c’è un reddito medio-alto ma che non riescono più a far fronte alle varie spese in quanto fortemente indebitate.

L’intento dell’esecutivo, neanche a dirlo, va incontro soprattutto a quelle famiglie che hanno acceso mutui a determinate condizioni e che ora si trovano in difficoltà nel far fronte alla rata mensile. Se sono sopraggiunti imprevisti, come ad esempio la perdita del posto di lavoro, una malattia o un divorzio, il mutuatario (ma anche il destinatario di un ingente prestito o di altri ) non sarà più “pignorato” per tutta la vita. Chi si trova ad avere di questi problemi potrà rivolgersi innanzitutto agli “Organismi per la composizione della crisi” che verranno istituiti, i quali avranno il compito di trovare le strategie migliori per imbastire un piano di del .

Una sorta di “ciambella di salvataggio” arriverà poi dal giudice, qualora in fase di “composizione” si riesca a formulare un piano adeguato per far fronte al debito. Alcuni esempi: il debitore può far leva su entrate che prevede di avere in futuro (come ad esempio una liquidazione, oppure un’eredità), altrimenti mettere sul piatto beni di cui risulta proprietario (immobiliari e non). Naturalmente il piano di ristrutturazione andrà in porto solo se il giudice stabilirà che i debiti contratti siano di natura e importo ragionevoli al momento della sottoscrizione, con riguardo particolare per i mutui per l’acquisto della prima casa.  “Noi non vogliamo che una persona perda per sempre il diritto al consumo” – ha dichiarato il sottosegretario alla Giustizia Andrea Zoppini, che ha illustrato il Ddl. “Secondo i dati di una famiglia su tre è fortemente indebitata: questo provvedimento potrebbe evitare tracolli pericolosi”.

 

Fonte: mutui.it