, uno dei più grandi costruttori immobiliari degli Stati Uniti, è in trattative con la Banca Cinese per lo Sviluppo (Bcs) per un investimento di circa 1,7 miliardi di dollari per far ripartire a San Francisco due progetti, in stallo da lungo tempo, che avrebbero trasformato due ex-basi navali in grandi sviluppi edilizi.

I negoziati non sono definitivi e l’accordo di finanziamento potrebbe ancora cadere. Ma se completata, l’operazione rifletterebbe un’evoluzione nelle dinamiche tra gli Stati Uniti e le economie cinesi, in quanto una società americana si rivolge alla Cina per essere aiutata nel finanziamento di un progetto a lungo rimandato e parzialmente finanziato con fondi pubblici che altrimenti non si realizzerebbe.

Lo sviluppo di questi progetti, e il cantiere Hunters Point, ha anche il potenziale per alterare il mercato immobiliare di San Francisco, fornendo circa 20mila nuove case, un palazzetto dello sport e milioni di metri quadrati di uffici e spazi commerciali in un mercato in cui il territorio è vincolato e le nuove costruzioni limitate.

La città ha impegnato centinaia di milioni di dollari, generati da un incremento di imposte, su questi progetti che in totale si prevede costeranno 10,5 miliardi di dollari nel corso dei prossimi decenni. Negli ultimi anni, i soldi dello Stato cinese, in gran parte forniti dalla Bcs e dalla sua omologa la Banca Cinese per le Esportazioni e le Importazioni (Bcei), sono stati fondamentali nel finanziamento delle grandi infrastrutture in tutto il mondo, ma la maggior parte di tale attività è stata nei Paesi in via di sviluppo in Africa, Sud America e Asia.

Ciò ha portato alla costruzione di dighe, aeroporti, ferrovie, autostrade e palazzetti dello sport che altrimenti non si sarebbero costruiti, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo. Il finanziamento è in genere subordinato agli sviluppatori cinesi e agli appaltatori utilizzati per realizzare i progetti, per mantenere bassi i costi e in molti casi per garantire la necessaria esperienza (almeno una parte della forza lavoro è arrivata dalla Cina).

Questo sarebbe difficile o impossibile a San Francisco, dove le normative locali e le offerte concordate con i governi in genere richiedono agli sviluppatori di utilizzare manodopera locale e di pagare gli stipendi correnti. La Bcs e Lennar hanno discusso se includere China Railway Construction Corp, un impreditore statale cinese, nello sviluppo di Treasure Island e Hunters Point. Non è chiaro quale sarebbe il ruolo della Crcc: la società potrebbe servire come consigliere o avere un ruolo di consulenza, o potrebbe anche investire in unìimpresa edile locale che impiega lavoratori statunitensi.

Con le aziende cinesi sempre attente a opportunità negli Stati Uniti e in altri mercati sviluppati, è probabile che la Bcs sia stato coinvolta con l’idea di finanziare altre attività negli Stati Uniti. Persone al corrente dei negoziati hanno detto che la Bcs pensa di usare i progetti di Treasure Island e Hunters Point (che includono costruzioni “verdi” e componenti per alloggi a prezzi accessibili che sono di interesse per i costruttori cinesi), come un banco di prova per capire ciò che è necessario fare in questo tipo di attività negli Stati Uniti.

Lennar, basata a Miami, è il terzo più grande costruttore immobiliare degli Stati Uniti in base al numero di edifici costruiti; ha una forte presenza in California ed è ben nota per la sua capacità di mettere insieme complesse operazioni finanziarie, che di solito riguardano terreni.

Nel 2007, al culmine della bolla immobiliare, Lennar ha venduto la sua partecipazione in una complicata joint venture, conosciuta come LandSource, al sistema pensionistico pubblico della California, per 660 milioni di dollari in contanti. L’anno seguente, LandSource ha presentato istanza di fallimento subendo enormi perdite a livello nazionale in valori immobiliari e Lennar ha riacquistato gran parte delle proprietà della joint venture per pochi centesimi di dollaro.

Nel 2009, Emile Haddad, ex respondabile degli in Lennar e la persona principale dietro l’affare LandSource, ha lanciato una società di investimento immobiliare nota come Comunità FivePoint, con Lennar come suo investitore di maggioranza. FivePoint è poi diventato lo sviluppatore principale per quattro grandi progetti immobiliari in California, tra cui Hunters Point e Treasure Island.

“Abbiamo creato una società che è fondamentalmente responsabile di [alcune] delle maggiori  opportunità sull’uso misto del territorio, nello stato della California”, ha detto Haddad in un’intervista nel 2011. “Stiamo generando il più grande sviluppo urbano nella storia di San Francisco.”

Un cantiere fin dal 1870, Hunters Point è stato un importante sito di costruzioni navali durante la Seconda Guerra Mondiale, dopo essere stato rilevato dalla Marina Militare. Negli anni successivi alla guerra il territorio intorno al cantiere ha continuato a crescere come una zona per comunità a basso reddito, principalmente famiglie afro-americane, alcune delle quali lavoravano ai docks.

Nel 1999, molto tempo dopo la chiusura del cantiere, Lennar è stato scelta per la riqualificazione del sito. Il piano di Hunters Point, per arrivare alla versione definitiva del quale c’è voluto più di un decennio, prevede 12.500 case, un albergo, 32 ettari di spazi commerciali e per attività di ricerca e sviluppo e 7,5 ettari di spazio di vendita al dettaglio. Lennar, che si è unita in partnership con una filiale della Estein and Associates negli Stati Uniti, la Hillwood Development Co. della Ross Perot Jr. e la Scala Real Estate Partners, ha in programma anche la costruzione di un campo vicino al Candlestick Point.

Circa 2.500 persone in questo momento vivono a Treasure Island, un’isola artificiale nel mezzo della baia di San Francisco, che risale alla fine del 1930 ed è collegata a San Francisco e Oakland dal Bay Bridge. Nel 1939 fu sede della Golden Gate International Exposition e più tardi la Marina ha creato lì una base che è stata un importante punto di imbarco per i marinai diretti al Pacifico.

Lennar si è unita in partnership con Wilson Meany, uno sviluppatore di San Francisco, insieme a Stockbridge Capital Group, Hillwood, Scala, Estein e Kenwood Investments, un fondato dall’ex-lobbista democratico Darius Anderson, per costruire il progetto di Treasure Island, che include fino a 8mila case, un albergo da 500 camere e circa 2,8 ettari di spazi commerciali.

La Bcs è una delle tre banche che hanno esplicitamente il compito di raggiungere gli obiettivi della politica del governo cinese. Sebbene il suo mandato primario sia quello di sostenere lo sviluppo nazionale della Cina, con prestiti denominati in valuta che contavano solo per il 21% dei prestiti in essere alla fine del 2011, ha anche il compito di sostenere lo sviluppo degli interessi della Cina all’estero.

Con Pechino che tradizionalmente mantiene uno stretto controllo sui cambi, sulla Bcs e, in misura minore, sulla Bcei, la politica bancaria ha dominato il finanziamento dei progetti e degli investimenti all’estero delle imprese cinesi. Secondo un rapporto dell’inizio di quest’anno dell’Inter-American Dialogue, un gruppo di esperti basati a Washington, la Bcs conta per l’82% dei prestiti pubblici da parte delle banche cinesi all’America Latina dal 2005 ad oggi.

L’accordo potenziale con gli Stati Uniti impallidisce per dimensioni, rispetto ai 20 miliardi di dollari di prestiti che la Bcs ha effettuato in Venezuela nel 2010 e ai 25 miliardi di euro che ha accettato di prestare al produttore di petrolio russo Rosneft e alla società di gasdotti russa Transneft nel 2009.

Fonte: milanofinanza.it