Non soltanto IRPEF, IVA, IMU, Addizionali IRPEF Regionali e Comunali, , tasse sull’ombra, Accise sui carburanti, Bollo Auto e chi più ne ha più ne metta. Nel Paese delle “100 tasse”, ve ne sono alcune imposte e tasse “ignote”, che spesso i cittadini ignorano di pagare oppure non conoscono l’Ente che le incassa. Sono le 7 “tasse occulte”, che puntualmente troviamo sulle bollette del gas, della luce, della TARSU, sull’assicurazione oppure la momento di acquistare un’auto o uno scooter.Parliamo di imposte che sono delle vere e proprie “tasse sulle tasse”: Arisgam, TEFA, IPT, Addizionale Comunale e Provinciale energia elettrica, imposta RC Auto.
Quanti conoscono questi acronimi? Eppure essi incidono direttamente sulle tasche dei cittadini.
Secondo quanto calcola l’Osservatorio periodico della UIL Servizio Politiche Territoriali per gli Regioni Province e Comuni si tratta di un introito di 6,6 miliardi di euro, mentre per i contribuenti pesa mediamente per 548 euro medi.

ARISGAM

E’ l’Addizionale Regionale sul consumo del gas metano sia per usi domestici che per usi industriali. E’ stata istituita nel 1990 (Presidente del Consiglio Andreotti e Ministro delle Finanze Formica). Il Decreto legislativo del federalismo fiscale prevede che è facoltà delle Regioni abolire tale imposta o sostituirla con latri tributi.
E’ un’imposta addizionale che grava sul consumo di gas e metano per usi domestici ed industriali.
L’entità del tributo viene stabilita dalle Regioni, che possono legiferare aumenti che vanno dal minimo di 5,50 euro ad un massimo a 30,98 euro ogni mille metri cubi di gas consumato.
Da una analisi della UIL Servizio Politiche Territoriali, per le Regioni si tratta di un introito di 965 milioni di euro l’anno, mentre per una famiglia media tra riscaldamento e cucina si tratta di un balzello che pesa mediamente 26 euro l’anno.

IMPOSTA PROVINCIALE DI TRASCRIZIONE

L’Imposta Provinciale di trascrizione è stata istituita con il Dlgs 446/1997 e successive modificazioni (istituita da Visco nel primo Governo Prodi e confermata dal duo – Calderoli con il federalismo fiscale).
Si applica su tutte le formalità di trascrizione, iscrizione ed annotazione relative ai veicoli, richieste al Pubblico registro automobilistico (PRA) e su quelle che si basano sui titoli destinati alla pubblicità nel PRA (per esempio: l’iscrizione originaria o prima iscrizione di un veicolo nel PRA; l’iscrizione dell’ipoteca legale a favore del venditore o del sovventore del prezzo; l’iscrizione dell’ipoteca convenzionale a favore di altri creditori; i trasferimenti di proprietà del veicolo; la rinnovazione dell’ipoteca; la cancellazione parziale di una iscrizione dell’ipoteca).
L’IPT si applica sulla base di una apposita tariffa base nazionale individuata con Decreto Ministeriale, che a seconda del veicolo pesa da 150,81 euro a 646,60 euro.
Ogni Provincia può deliberare l’aumento della tariffa base dell’imposta fino ad un massimo del 30%.

Ad oggi, ad eccezione di Aosta, Bolzano, Brescia, Prato e Trento, tutte le province hanno deliberato aumenti che vanno dal 10% di Matera al 30% di Ancona, Bologna, Catanzaro, L’Aquila, Milano, Napoli, Palermo, Potenza, Roma, Torino, passando per il 20% di Cagliari e Genova.
Per le Province si tratta di un introito, di 1,1 miliardi di euro, mentre per un automobilista al momento dell’acquisto, per una utilitaria, significano secondo la UIL circa 206 euro.

ADDIZIONALE PROVINCIALE SUL CONSUMO ELETTRICO

E’ una addizionale all’accisa sull’energia elettrica, istituita a favore delle Province, sui consumi di qualsiasi uso effettuato in locali e luoghi diversi dalle abitazioni.
La misura dell’accisa è di euro 9,30 per mille kWh. Le province possono, però, deliberare aumenti fino a euro 11,40 per mille kWh.
Ad oggi sono 52 le Province che hanno apportato variazioni al rialzo tra cui Milano, Napoli, Torino.
I calcoli fatti dalla UIL Servizio Politiche Territoriali, indicano che per le Province si tratta di un introito di 856 milioni di euro l’anno, mentre per le mediamente pesa 143 euro medi l’anno.

TRIBUTO PER L’ESERCIZIO DELLE FUNZIONI DI TUTELA, PROTEZIONE ED IGIENE DELL’AMBIENTE (TEFA)

Il tributo e’ applicato alle tariffe e/o alla tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. E’ stato istituito nel 1992 (Governo Ciampi e Ministro delle Finanze Visco, abrogato nel 2006 e riconfermato con il federalismo fiscale (Tremonti-Calderoli).
Il tributo è commisurato alla superficie degli immobili assoggettati dai Comuni alla tassa per lo smaltimento dei rifiuti (TARSU) o alla tariffa impatto ambientale (TIA) e soggetti passivi sono gli stessi sui quali grava la predetta tassa/tariffa comunale.
L’aliquota è stabilita annualmente dalla Provincia.
L’aliquota viene stabilita annualmente dalla Provincia con aliquota minima dell’1% fino ad un massimo del 5%.Attualmente, secondo una analisi della UIL Servizio Politiche Territoriali, la stragrande maggioranza delle Province (86 Amministrazioni), applica l’aliquota del Tributo Provinciale Ambientale più alta (5%), tra cui Roma, Milano, Napoli, Bari, Torino, Genova.
Da questo tributo le Province ogni anno incassano 298 milioni di euro, mentre mediamente per i cittadini di tratta di una “tassa sulla tassa”, che pesa per 12 euro l’anno.

IMPOSTA SULLE ASSICURAZIONI CONTRO LA RESPONSABILITÀ CIVILE VEICOLI (RCA)

Dal 1999 (Governo D’Alema con Visco Ministro delle Finanze) e’ devoluto alle Province il gettito dell’imposta sulle assicurazioni RCA derivanti dalla circolazione.
L’imposta si applica sulle polizze assicurative, nella misura del 12,50% del premio, dei veicoli a motore (esclusi i ciclomotori) dove hanno sede i PRA nei quali i veicoli sono iscritti e di macchine agricole nel cui territorio risiede l’intestatario della carta di circolazione.
Il decreto sul federalismo fiscale (Governo ), ha stabilito che, dal 2011 le Province possano modificare in alto ed in basso l’aliquota di base del 3,5%.
Nel 2012 tale imposta aumenterà mediamente dell’1,6% rispetto allo scorso anno, e del 2,7% rispetto al 2010, Sono 83 le Province, che quest’anno applicano la maggiorazione dell’aliquota a fronte delle 36 dello scorso anno, con un aliquota media che passa dal
12,5% del 2010 al 15,7% del 2012.

Secondo i calcoli della UIL Servizio Politiche Territoriali, le Province incassano ogni anno circa 2,1 miliardi di euro, mentre per i contribuenti si tratta, di un aumento medio per il 2012 di 16 euro annui, passando da una imposta che pesa sulle tasche dei contribuenti
dai 102 euro dello scorso anno ad oltre 118 euro per quest’anno.

ADDIZIONALE COMUNALE SUL CONSUMO ELETTRICO

Istituita con D.L. n. 511/1988 (Governo De Mita e Ministro delle Finanze Emilio Colombo), l’addizionale comunale pesa sulla bolletta per 1,80 euro per 100 Kilowatt consumati relativamente alle abitazioni, e ad € 2,40 euro per 100 Kilowatt relativamente alle seconde case. Il gettito viene riversato ai Comuni dai soggetti che vendono energia elettrica. I Comuni non detengono alcun potere in ordine alla quantificazione o alla gestione di tale tributo, essendo solo titolari dell’entrata. Nell’ambito dell’attuazione del federalismo fiscale (Tremonti- Calderoli), tale imposta sarà accentrata nelle casse dello Stato. Si tratta di un’imposta che genera, secondo un calcolo della UIL Servizio Politiche Territoriali, un gettito di 720 milioni di euro, mentre sui bilanci familiari pesa per circa 25 euro l’anno.

ADDIZIONALE COMUNALE EX ECA

E’ un’imposta aggiuntiva che grava sulle bollette della TARSU, per il 10% dell’importo e che serviva a finanziare gli Enti di assistenza Comunale (ECA), soppressi nel 1978. Il decreto Salva Italia stabilisce nel,’introdurre la TARES che, a decorrere dal 1 Gennaio 2013 è soppressa l’imposta addizionale comunale di integrazione dei bilanci degli enti comunali di assistenza (ex ECA), nei Comuni che applicano la TARSU. Tale imposta viene sostituita con una nuova maggiorazione (TARES parte servizi) pari a 30 centesimi al metro quadrato, che i Comuni possono variare fino a 40 centesimi, a copertura dei costi relativi
ai servizi indivisibili dei Comuni (illuminazione, anagrafe, polizia locale, ecc.). Secondo la UIL, in ogni caso per i Comuni questa addizionale genera un incasso di 550 milioni di euro l’anno, mentre ai cittadini pesa mediamente per 18 euro l’anno.

Fonte: uilmvarese.it