Quante volte vi è toccata la lunga attesa dal medico, in aeroporto, ovunque si dovesse aspettare il proprio turno in piedi? Le sedie sono sempre tutte occupate, la prima che si libera viene contesa invariabilmente. Se si è fortunati si trova giusto un angolino per appoggiarsi al muro. Ebbene, lo si può fare più comodamente con l’idea di Avihai Shurin.Si chiama Leaning Rocker ed è una specie di schienale da muro, privo di seduta, che si aggancia alla parete e offre un minimo di sostegno ergonomico a chi debba appoggiarsi. Con due vantaggi, oltre ad una maggiore comodità: la vostra schiena non rischia di imbiancarsi e i muri non si insozzano a forza di appoggiarvisi in massa.

I fiori in cucina sono una piacevole abitudine per qualcuno, un tocco insolito e profumato per qualcun altro, mentre per Aakanksha Rajhans, che disegna l’idea in foto, diventano l’ispirazione per un accessorio indispensabile, una sorta di robot che serve a miscelare e frullare.

Mai visto uno così bello, pare anche a voi? Si chiama semplicemente Bloom e si compone di un braccio dotato di display, una base resistente al calore su cui sistemare la pentola o la ciotola e naturalmente il fiore, che adotta diverse posizioni, da chiuso a completamente aperto. I petali ruotano, funzionando da frusta elettrica, minipimer, mixer.

Un’ idea è per chi ama creare nella propria sala un angolo da dedicare interamente alla passione per la lettura ma anche per chi non ha sufficiente spazio per sistemare una libreria e una poltrona. L’angolo ideato dal designer Inbar Paradny Kalomidi comprende ambedue le cose in un solo oggetto di . Si chiama Recamier Reading Corner.

Prevede una piccola libreria, comunque piuttosto spaziosa e dalle forme addolcite da linee tondeggianti, insieme ad una che si può estrarre e poi di nuovo nascondere nell’apposito spazio che la contiene. I colori sono neutri per adattarsi ai diversi ambienti. La troviamo deliziosa.

Mi hanno sempre fatto una certa impressione, decisamente negativa, quei trofei di caccia che sulle pareti esibiscono teste di alci e altri poveri animali impagliati, destinati a lucidare l’ego del cacciatore. L’interpretazione design e decisamente cruelty free che ne dà lo studio 5LAB però mi piace molto e voglio proporvela.

L’idea è di Roberto Paparcone e Inigo Gómez che conferiscono al classico trofeo di caccia nuovo smalto. Anzitutto lo dotano di una funzionalità precisa, perché diventa un pratico attaccapanni. Le corna di diversa forma e dimensione che costituiscono gli elementi modulari del progetto, che si chiama B_rack, consentono di appendere oggetti di foggia diversa.

I vari colori e la possibilità di scegliere quali e quanti usarne rendono l’accessorio estremamente personalizzabile. Tra le proposte: corna di toro, di cervo e di alce. Un breve video mostra rapidamente come funziona.

Fonte: designbuzz.it