Se il sistema bancario italiano soffre per l’andamento del , la colpa non è dei mutui concessi alle famiglie. Secondo il rapporto sulla stabilità finanziaria di Bankitalia, infatti, i rischi connessi alla concessione dei mutui sono abbastanza contenuti, mentre un pericolo maggiore è rappresentato dai prestiti erogati alle imprese di costruzione e alle società di intermediazione immobiliare.I mutui alle famiglie

In italia la consistenza dei mutui ammontava alla fine dello scorso agosto a 280 miliardi di euro, circa il 18% del bancario complessivo. Una percentuale contenuta se paragonata al 40% di Francia e Germania, al 35% della Spagna e al 33% della zona euro.  Inoltre, l’indebitamento complessivo delle famiglie in rapporto al reddito disponibile è tra i più bassi dei paesi industriali.

Senza contare che, la legislazione nazionale prevede che il mutuatario è obbligato a restituire l’intero importo del erogato indipendentemente dall’andamento del valore dell’immobile. La banca può ottenere il pieno rimborso anche ricorrendo al pignoramento di altri beni del debitore. A differenza di altri paesi, quindi, è più improbabile che una caduta dei prezzi delle case possa contagiare il mercato immobiliare.

Criteri di erogazione

Le banche seguono criteri oltremodo prudenti nell’erogazione dei mutui. Il loan to value (ltv), ovvero il rapporto tra il valore del  finanziamento e quello dell’immobile è contenuto. Alla fine di settembre, circa due terzi dell’ammontare totale dei mutui presentava un ltv tra il 50 e l’80%. Tra il 2006 e il 2011 il valore medio di questo rapporto si è ridotto di quasi dieci punti percentuali, scendendo intorno al 60%.

Le imprese di costruzione

La fonte più importante di rischio per le banche rimane legata ai prestiti erogati alle imprese di costruzione, che nel 2011 erano pari al 10% del credito complessivo del settore privato per una cifra pari a 150 miliardi di euro. Ad agosto il 16% dei prestiti alle imprese edili era classificato in sofferenza, mentre un ulteriore 145 presentava altre forme di anomalia.

Le banche presentano un’esposizione elevata (120 miliardi) anche nei confronti di delle di intermediazione immobiliare (compravendita, locazione, gestione e intermediazione). L’8% del totale dei prestiti era classificato come sofferenza, mentre un ulteriore 14% era classificato in stato di anomalia.

Fonte: idealista.it