L’Istituzione presso la quale ho la fortuna di insegnare propone da diversi anni un corso dal titolo: “Finance for non-finance manager”. L’idea alla base del successo di questa proposta di formazione è che anche chi non è direttamente impegnato nella funzione finanza di un’ ha il dovere di comprendere gli aspetti e i concetti fondamentali che guidano le scelte di quest’ultima. La capacità di confrontarci con temi che, pur non riguardandoci direttamente, di riflesso richiedono le nostre scelte e il nostro giudizio è una caratteristica sempre più richiesta sia in ambito professionale sia nel contesto privato.Mi piace pensare al lavoro di Andrea Guarise come a una pubblicazione il cui titolo potrebbe essere Real estate for non-real estate investors. Le librerie specializzate offrono ormai un’ampia proposta di testi, di origine nazionale o internazionale, rivolti ai professionisti del settore ; manuali spesso approfonditi e validissimi, il cui obiettivo rimane però un ristretto ambito di esperti o di studenti alla ricerca di un approfondimento su tematiche specifiche. La comunità ha profuso tanti sforzi più o meno validi negli ultimi dieci anni per fare progredire un settore percepito come arretrato e opaco, come quello del real estate italiano. La stessa comunità si è però dimenticata di “formare” la grande maggioranza del pubblico a cui si rivolge, quella degli investitori che guardano al settore pur non essendone direttamente coinvolti a livello professionale. Stiamo parlando di un mercato amplissimo: va dal privato che intende investire parte dei suoi risparmi in un appartamento, fino alle imprese manifatturiere che spesso vedono gran parte dell’attivo del loro stato patrimoniale più o meno inconsapevolmente “sbilanciato” su asset immobiliari.

Andrea Guarise ha il grande merito di essere fra i primi a fare un passo per colmare questa grave lacuna. Ed è un passo felice. La lettura del libro è piacevole e, fatto più unico che raro, riesce a sintetizzare in modo chiaro e in un numero limitato di pagine concetti complessi. Come detto, il lavoro non si pone come un “manuale” per investitori istituzionali ma come un approfondimento per coloro che, nel corso della loro esperienza professionale o privata si trovano di fronte alla scelta di intraprendere un . La lettura consente a tutti – senza mai annoiare – di comprendere come siamo giunti all’attuale situazione di mercato e fornisce alcuni interessanti spunti e suggerimenti per comprendere dove lo stesso mercato si dirigerà sia nel breve, sia nel medio-lungo periodo. Al tempo stesso spiega in maniera compiuta come approcciarsi al settore immobiliare inteso come asset class al pari delle diverse declinazioni dell’ mobiliare, fornendo anche una corretta terminologia di base.

Il pregio della proposta di Guarise non è quindi quello di volere trasformare chiunque in un “re Mida” del real estate; la sua qualità risiede anzi proprio nel tentativo di suscitare l’effetto contrario, evidenziando gli errori del recente passato in cui troppi si sono sentiti “immobiliaristi” senza averne le competenze e, al contempo, facendo comprendere le complessità di una vera e propria classe di investimento che deve essere trattata al pari di tutte le altre.

 

Fonte: linkiesta.it