Nuova netta flessione per il italiano. Nel terzo trimestre il tasso tendenziale annuo del volume di compravendite ha segnato un calo del 25,8%. Si tratta del numero minimo di transazioni registrate in un terzo trimestre dal 2004, peggiorando il dato del terzo trimestre 2010.

Questi i dati rilasciati oggi dall’Agenzia del Territorio. Il settore residenziale, che con 95.951 transazioni registrate nel terzo  trimestre rappresenta il 45% circa dell’intero mercato immobiliare, mostra un pesante calo degli scambi pari al -26,8%. Continua anche la contrazione degli scambi nei settori non residenziali, con il segmento del commerciale che perde il 29,7% delle transazioni, seguito dal terziario con -27,6% e infine dal settore produttivo con -25,9%.Per quanto riguarda le città, Bologna mostra il calo più sostenuto, con una perdita che sfiora il 30%. Elevata è stata la riduzione degli scambi anche a Palermo, -28,1%, a Roma, Milano e Firenze, i cali risultano tutti intorno al 27%. Genova mostra una flessione del -23,5% e Torino del -15,7%. Si distingue la città di Napoli che evidenzia una frenata delle contrazioni degli scambi registrate negli scorsi trimestri, segnando un lieve calo, -0,4%.

Per Gianni Guerrieri, direttore centrale Omise dell’Agenzia del Territorio, “se il trend prosegue è possibile che si arrivi a meno di 500 mila unità compravendute nell’anno, dato che ci riporta a metà degli anni ’80”. ”Il crollo delle compravendite è antecedente all’Imu, anche al solo parlare dell’”. A suo avviso il problema non è connesso alla tassazione, ma è più profondo, insito nel sistema economico.

Non solo, non sembra nemmeno vedersi la luce: il Terzo rapporto sul mercato immobiliare 2012 stilato da Nomisma stima ancora un biennio di sofferenza per il settore del mattone italiano. Secondo le stime dell’istituto bolognese l’anno in corso dovrebbe chiudersi con un numero di compravendite pari a 466.644 unità, mentre dovrebbero attestarsi a quota 454.353 nel 2013 prima di una risalita a quota 497.713 nel 2014. Numeri comunque ben lontani dalle 600.000 compravendite del 2011. ”Le aspettative di timida ripresa per la fine di quest’anno si sono fragorosamente infrante sui numeri a consuntivo”.

Una spiegazione si può trovare nel fatto che i sono sempre più piccoli per gli italiani, mentre si allarga la forbice tra cifra richiesta e importo approvato. Secondo l’Ufficio Studi di .it (www..it) negli ultimi sei mesi l’erogato concesso agli italiani ha subito una nuova contrazione, calando del 4% e fermandosi a soli 116.000 euro (era 121.000 nella rilevazione di maggio 2012). Analizzando le richieste di preventivo di registrate ad aprile scorso, e confrontandole con quelle di ottobre 2012, si è registrato un nuovo aumento della differenza tra la somma media richiesta e quella effettivamente erogata: sei mesi fa era di 6 punti percentuali, a ottobre è diventata dell’11%.

La percentuale è aumentata non perché è cresciuta la cifra che gli italiani alle prese con l’acquisto della casa cercano di ottenere dalle banche o perché aspirino a immobili di valore maggiore, ma perché l’importo medio dei mutui concessi continua a scendere, tracciando un andamento in negativo che prosegue da almeno 12 mesi. Lorenzo Bacca, responsabile business unit di Mutui.it, ha spiegato che “gli italiani che richiedono un mutuo hanno imparato ad accontentarsi di cifre contenute e sanno, al contempo, che circa il 50% del valore dell’immobile deve essere finanziato attraverso risparmi già accumulati. Da notare, oltretutto, che il valore medio dell’immobile scelto, nonostante l’auspicato calo dei prezzi del mattone, non accenna a diminuire, ma resta stabile attorno ai 235.000 euro”.

L’analisi di Mutui.it evidenzia anche l’accresciuto interesse nei confronti del tasso variabile, che in questo momento rappresenta una scelta più vantaggiosa rispetto al tasso fisso, perlomeno nel breve periodo. Parallelamente, torna a salire la cifra media erogata: dopo il crollo registrato sei mesi fa la situazione appare migliore. L’erogato medio per la prima casa è salito a 127.000 euro (+12%): considerando anche il calo del valore degli immobili oggetto d’acquisto (-8%), la percentuale finanziata sale al 61%.

 

Fonte: it.finance.yahoo.com