crollo_mutuiAssofin, e Prometeia non hanno dubbi: il credito alle famiglie, nel 2012, ha subito un forte rallentamento. Si è registrata, infatti, una “contrazione delle erogazioni  di sia di credito al consumo, tornate sui ritmi registrati nel 2009, anno di massima tensione della prima fase della , sia di mutui immobiliari, che hanno segnato una riduzione mai registrata in precedenza”.Sono i dati dell’edizione 33 dell’ sul Credito al Dettaglio che conferma tutti gli elementi di debolezza del mercato: fragilità del bilancio delle famiglie, aumento della disoccupazione, incertezza sulla ripresa dell’economia.

Il risultato di questa situzione è che nei primi nove mesi del 2012 è stato registrato il -12% di nuove erogazioni di credito al consumo, il -19% di finaziamenti per l’acquisto di auto e moto, il -15% di prestiti personali.

Crollano anche i finanziamenti contro la cessione del quinto dello stipendio (CQS): la performance è -20,2%.

In aumento solamente i finaziamenti per l’acquisto di altri beni e servizi (+5,6%).

Per quanto concerne i mutui immobiliari nei primi 9 mesi del 2012 le erogazioni sono diminuite del 49,6%. I mutui per ristrutturazioni, consolidamento del debito, surroga,  sono crollati facendo registrare il -74,8%. L’aumento dello spread registrato nei mesi scorsi non ha favorito le surroghe.

Chi è riuscito ad accendere un mutuo – in media – lo ha fatto per una durata di 26 anni per un importo medio di 123 mila euro. Il canale preferito per l’accensione di un mutuo rimane quello bancario.

Il punto da chiarire rimane il seguente: sono le famiglie che non accendono mutuo per timore di non riuscire a pagare le rate oppure sono le banche che non concedono liquidità a chi ne fa richiesta?

Sul sito dell’Ansa, che analizza i dati dell’Osservatorio, si può leggere quanto segue: “gli alti praticati dalle banche (nonostante la provvista a buon mercato di liquidità arrivata dalla Bce), la loro maggiore selettività nel concedere prestiti e, non da ultimo, l’introduzione dell’Imu hanno avuto il loro peso nell’allontanare gli italiani dal mutuo”.

La famiglia italiana non si indebita sia perché preferisce aspettare tempi migliori in cui il denaro abbia un costo inferiore sia perché le banche non concedono i mutui. Le tasse sugli immobili (IMU, ed è in arrivo la TARES) hanno fatto il resto.

La situazione immobiliare rischia di trasformarsi in una spirale: i prezzi degli immobili scendono ma non ci sono soldi per acquistarli.

Fonte: case24.it