casa-idealeBamboccioni, mammoni, eterni Peter Pan. Sui giovani italiani si è detto di tutto, eppure al di là degli stereotipi più beceri, i freddi numeri statistici danno un’immagine molto diversa degli italiani under 30, anche, ma non solo, quando si parla della casa sogno, evidentemente, transgenerazionale e passato dall’essere quello dei nonni all’essere quello prima dei genitori e, oggi, dei figli. Fra il sogno e la realà, però, purtroppo si erge sempre più alto e solido il muro rappresentato dalla concessione dei mutui.Sognare non costa nulla…forse

Secondo i risultati di un’interessante analisi pubblicata proprio oggi grazie alla collaborazione di Mutui.it e Facile.it, due dei principali broker online del settore mutui, nel semestre compreso fra il luglio 2012 ed il gennaio 2013 le richieste di finanziamento presentate per l’ erano, nel 23% dei casi, sottoscritte da una persona che non aveva ancora compiuto 31 anni. L’analisi dei due siti non si è soffermata solo alla fase preliminare della richiesta, ma è andata oltre, fino a verificare i numeri delle erogazioni cocesse. Ebbene, in questo caso quelli accordati agli under 30 rappresentano appena il 16% del totale. A rendere problematico per i giovani italiani l’ottenimento di un mutuo per comprare la è soprattutto, la difficoltà di ottenere un lavoro stabile e ben retribuito, ma anche l’alto prezzo degli immobili che, come noi stessi abbiamo riportato, non accenna a diminuire in maniera apprezzabile e, stando ad autorevoli ricerche internazionali, continua ad essere maggiore del 12% rispetto alla capacità di spesa delle famiglie italiane.
Da soli, in coppia o con mamma e papà

Andando a verificare la natura dei mutui concessi agli under 30, l’analisi ha evidenziato come il 16% complessivo ottenuto nelle erogazioni si componga di tre elementi. Il primo, che in linea teorica dovrebbe essere il più numeroso, ma nella pratica non lo è affatto, è quello dei mutui concessi alle . Questo segmento rappresenta appena il 4,8% delle concessioni; evidentemente le difficoltà di cui abbiamo detto costringono i giovani italiani a rimandare tanto l’acquisto della prima casa quanto il progetto di costruire un proprio nucleo familiare. Ci sono poi quei fortunati che, già in possesso di un lavoro stabile e di un reddito apprezzabile, riescono ad ottenere il finanziamento pur essendo gli unici intestatari della richiesta; quasi delle mosche bianche visto che, a conti fatti, rappresentano il 5,7% dei richiedenti a cui, negli scorsi sei mesi, è stato concesso un mutuo. Il gruppo più numeroso dei giovani mutuatari, equivalenti a circa il 6,5% di chi ha ottenuto il finanziamento, è invece rappresentato da coloro che si sono visti accogliere la domanda della banca unicamente in virtù della presenza di un secondo (o anche terzo) cointestatario adulto al quale, sovente, l’Istituto di credito ha chiesto di farsi ; chiaramente nella quasi totalità dei casi si tratta di un genitore, a patto che quest’ ultimo non abbia comunque un’età anagrafica troppo alta per essere considerato dalla Banca un soggeto in grado di proteggere il finanziamento con il proprio coinvolgimento.
Su e giù per lo Stivale

Come per mille altre cose anche la concessione dei mutui agli under 30 non è uniforme in tutto il territorio italiano e se, a livello medio, possiamo dire che i finanziamenti richiesti dai giovani per acquistare la loro prima abitazione hanno un importo di 122.000 euro (quasi 30.000 euro in meno rispetto ad appena 18 mesi fa), equivalenti al 70% del valore dell’immobile individuato, le regioni italiane in cui la situazione lavorativa è meno preoccupante o, comunque, i costi degli immobili sono più contenuti, sono anche quelle in cui i giovani hanno meno paura di sognare e presentano alle Banche le richieste di credito di importi più elevati. Guida la classifica il Friuli Venezia Giulia con una percentuale di domande di mutuo under 30 pari al 31% del totale; a seguire si trovano la Sicilia (29%) ed il Veneto (27%). Molto scoraggiati, invece, a causa dei costi elevati degli immobili i giovani di Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige e Lombardia (rispettivamente 8%, 15% e 19%).

 

Fonte: news.immobiliare.it