Il settore immobiliare è uno di quelli che più ha risentito della crisi economica, della difficoltà di accedere al credito delle banche e di alcune riforme volute dal governo ma contestate dai cittadini (vi dice niente l’IMU?). In un contesto così complesso, che ha colpito anche la prima casa, potrebbe sembrare che comprare o ristrutturare un’abitazione sia un sogno proibito; invece esistono sgravi fiscali, spesso proposte dallo Stato o dagli enti locali, che ampliano le possibilità di scelta. Vediamo allora quali sono le agevolazioni per la prima casa in caso di acquisto, di ritrutturazione e di .Un punto importante da sottolineare è proprio come lo Stato, molto spesso visto come la causa dei problemi delle famiglie italiane, nel caso delle agevolazioni per la prima casa si possa trasformare in utile alleato quando tutti gli altri si tirano indietro (banche in testa). Se da un lato la casa viene colpita con le tasse, dall’altro per chi deve acquistare o ritrutturare esiste una serie di sgravi fiscali e finanziamenti a che fanno rientrare le agevolazioni sulla prima casa nel novero dei “regimi di esenzione, esclusione e favore fiscale”. Lamentarsi dell’imposta municipale unica e della Tares prossima ventura (che unificherà le tasse sui servizi comunali) è dunque legittimo, ma ciò non toglie che alcuni lati positivi nell’attuale vi siano.

In particolare, per l’acquisto da privati di abitazioni con i requisiti di prima casa, è prevista un’imposta di registro pari al 3% sul valore catastale anziché il 10% complessivo sul valore catastale, cui vanno aggiunte imposte ipocatastali fisse di 336 euro. Comprando da un’impresa costruttrice, invece, esistono benefici specifici che consentono di pagare l’Iva al 4% al posto del 10% previsto per le abitazioni non di lusso, e inoltre imposte di registro e ipocastali fisse di 504 euro. E’ necessario comunque un chiarimento sul concetto di prima casa: con questo termine non si intende per forza l’abitazione principale, perché a fini fiscali le due cose sono entità separate.

E’ possibile infatti utilizzare le agevolazioni previste per la prima casa anche se si abita in affitto o comodato in un immobile diverso da quello che si vuole acquistare. I vincoli sono piuttosto altri, ovvero il possesso della residenza nel comune in cui si è proprietari della prima casa (ma basta anche l’impegno a trasferirsi lì entro 18 mesi dall’acquisto); si può comunque acquistare un’abitazione anche senza residenza, qualora ci si trovi in un dato comune per lavoro o studio. Se questi sono i requisiti specifici per l’indicazione della ‘prima casa’, ne esistono poi altri fissati per legge che coinvolgono sia il venditore che l’acquirente.

Innanzitutto la casa non deve rientrare nella categoria degli immobili di lusso, stabiliti attraverso precisi parametri di legge; l’acquirente poi non deve essere titolare da solo o con il coniuge di diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione di un’altra casa nel Comune dove si trova quella da acquistare; non meno importante l’acquirente non deve essere titolare, neppure per quote o in comunione legale, degli stessi diritti su un’altra abitazione acquistata anche dal coniuge con le . Esiste poi un caso importante di decadenza delle agevolazioni, qualora non ci si trasferisca nel comune in cui è sita la casa entro 18 mesi: chi per qualsiasi motivo dovesse cambiare idea o non tenga fede all’obbligo, dovrà rinunciare ai benefici prima casa versando la maggiore imposta e gli interessi senza pagare alcuna sanzione, a patto che termine di 18 mesi non sia ancora trascorso.

Nel caso di ristrutturazione di immobili, abbiamo visto nei mesi scorsi come siano state confermate anche per il 2013 (in scadenza a luglio) le detrazioni allargate del 50% sul recupero edilizio e del 55% sugli interventi di risparmio. Inoltre, per chi vuole ristrutturare o costruire casa esiste anche la riduzione dell’Irpef da detrarre in sede di dichiarazione dei redditi, da aggiungere all’aliquota ridotta sull’Iva per i lavori eseguiti e sull’imposta di registro che abbiamo già citato in caso di acquisto. Chiudiamo con il finanziamento a tasso agevolato, che può sostituire almeno in parte il mutuo offerto dagli istituti bancari. Il governo ha messo insieme un pacchetto importante per le giovani coppie, cui si aggiungono offerte interessanti di enti come l’Inpdap o delle singole regioni. L’importante, prima di disperarsi, è informarsi sulle reali opportunità.

 

Fonte: economia.tuttogratis.it