Il degli inquilini Cisl, rilancia l’emergenza abitativa che, come è di norma negli ultimi anni per il prolungarsi della crisi.

Le famiglie con che abitano in affitto con capofamiglia sotto i 35 anni sono i maggiormente esposti alla crisi economico e un terzo degli inquilini è ad oggi sotto la soglia della povertà, con una variazione in aumento della percentuale del 5% tra il 2008 e il 2010, che si concretizza con la difficoltà economica di pagare l’affitto regolarmente tutti i mesi con conseguente aumento di sfratti per morosità.

Nel corso degli ultimi anni, come sottolineato dal sindacato inquilini Cisl, sono emersi in Italia 129 mila provvedimenti di sfratto, 240 mila richieste e di cui 59 mila eseguiti. In testa le città di Milano (22mila) e Roma (14mila). Il rapporto tra sfratti e residenti nella provincia, vede al primo posto Livorno con 1/170, Lodi 1/190 e Novara 1/191. Seguono Roma con 1/257, Napoli 1/292, Firenze 1/315, Torino 1/332 e Milano 1/358.

Circa 650mila famiglie, fa notare il Sicet, quelle più povere e in difficoltà, chiedono da anni una pubblica al proprio comune, senza nessuna risposta. 10mila domande ciascuno a Torino, Bologna, Napoli, Palermo, Catania a quota 11mila, Milano 23mila e Roma 29mila. Nonostante ciò la pubblica resta un settore del welfare nel quale Stato e Regioni non investono più da anni. Così, nota ancora il sindacato inquilini, centinaia di migliaia di famiglie sono costrette alla convivenza forzata: genitori che si trasferiscono presso i figli, figli che tornano alla d’origine con coniuge e prole al seguito. Un altro indicatore del profondo disagio abitativo, poi, è costituito dalle 350mila domande di Fondo Sostegno all’affitto solo nel 2011, a fronte di neppure un euro di disponibilità nel bilancio dello stato.

“L’emergenza abitativa – afferma il segretario generale del Sicet Guido Piran – è talmente grave da indurci a chiedere al nuovo Parlamento, che si insedierà venerdì prossimo, l’assunzione di questo problema tra le priorità su cui trovare immediate soluzioni”. Per Piran “è necessario un piano straordinario di accompagnato da una nuova legge sugli privati che preveda un’unica modalità contrattuale, regolata da accordi locali, e incentivata da un fisco che favorisca la locazione”. “Si deve alimentare il fondo di aiuto agli inquilini – aggiunge il sindacalista – con almeno 200milioni di euro annui. Le città debbono essere riqualificate e rigenerate dal punto di vista edilizio e urbanistico attraverso processi di efficientamento energetico, in questo modo si può alimentare l’offerta dell’affitto a canoni accessibili alle famiglie italiane”. Per sindacato inquilini Cisl le risorse per queste misure possono essere trovate attraverso un diverso sistema fiscale. “Occorre rivedere la cedolare secca – afferma Piran – che ha fallito il suo scopo, rappresentando oggi solo un costo per le casse dello Stato (1,5 milioni di euro annui). Il fisco deve diventare uno strumento di reale calmierazione del mercato”. “L’altra linea di alimentazione – aggiunge – deve arrivare da un piano di aggressione all’evasione nel comparto , stimata dal Sicet in almeno 2 miliardi di euro annui. Questo – conclude Piran – con tracciabilità dei pagamenti e contrasto di interessi, introducendo consistenti detrazioni sui canoni pagati dagli inquilini”.