Secondo quanto riferito dagli operatori del settore e le ultime rivelazioni disponibili dal ministero della Giustizia (settembre 2012), il numero delle aste disposte dal giudice è sempre più in aumento, ma vi è una netta tendenza nella risposta degli acquirenti e molto spesso le aste non vanno a buon fine.

Nonostante questa tendenza in aumento e l’aumento di pubblicità e trasparenza nelle procedure per agevolarne la diffusione tra i privati, le aste non funzionano come dovrebbero. Da una parte abbiamo la con un stagnante(nel 2012 ben -25,8% – certificato dall’agenzia delle Entrate), le difficoltà che vengono incontrate dagli utenti nell’accesso al e dall’altra parte una diffidenza di fondo e spesso lo scrupolo di “approfittare delle disgrazie altrui”, con la paura, a volte, anche di ritorsioni.

Tutte infonda tele lo scetticismo sulle difficoltà di partecipazione a operazioni gestite (o gestibili) solo da “addetti ai lavori” o il timore di incappare in beni viziati da ipoteche o altro: casomai è vero il contrario, dato che il provvedimento del giudice “sana” la posizione dell’immobile.

In base ai dati diffusi dal Crif, i pignoramenti  sono in calo “rilevati dalle banche per i mutui non onorati”: dai 25.936 del 2010 con 29.095 del 2011, per poi scendere ai 28.237 del 2012. Si pensi però che nello stesso periodo, il tasso di default dei mutui è salito dall’1,6 all’1,9%, segno che la discesa dei pignoramenti non è dovuta alla migliorata qualità del credito, ma ai tentativi delle banche di percorrere strade alternative.