L’acconto a giugno non si pagherà: questa notizia dovrebbe essere praticamente ufficiale, secondo quanto dichiarato dal neo premier Letta in quanto la tassa verrà riformata. La tassa verrà quindi sospesa in modo che il governo possa intervenire e creare una tassazione sulla prima più leggera ed equa.

Il pagamento dell’acconto Imu 2013, fissato al 17 giugno prossimo, dovrebbe slittare a data da destinarsi e l’intervento del governo dovrebbe portare, almeno sulla carta, all’esenzione dell’obbligo tributario per quelle fasce che presentano redditi più deboli.

Le nuove disposizioni con decreto del 6 aprile prevedono che l’anticipo dovrebbe essere stimato sulle nuove aliquote eventualmente fissate dal Comune a patto che la delibera sia assunta ed inviata alle Finanze entro il 9 maggio, e pubblicata sul sito del ministero entro il 16. L’acconto sarà calcolato in base alle aliquote 2012 e l’adeguamento di possibili nuove aliquote (inviate alle Finanze entro il 9 novembre) si verificherà al saldo.

E’ molto probabile che la calibratura dell’Imu, di cui il Pdl aveva chiesto la totale abolizione e la restituzione di  quanto corrisposto nel 2012, costerebbe quasi 8 miliardi di euro; per fasce di reddito sia realizzata tecnicamente  con una manovra volta ad incrementare le detrazioni sulla casa principale eventualmente con gli sconti per i carichi di famiglia che premi i nuclei più numerosi.

Un’alternativa possibile in studio è quella di diminuire i coefficienti di calcolo dell’Imu nell’ottica di un “taglio” selettivo che agevoli le categorie più deboli.