Con il decreto n.122 del 20 giugno 2005 a tutela degli acquirenti su , viene previsto l’obbligatorietà fideiussione a garanzia degli anticipi dati alle imprese da parte degli acquirenti ma l’Assocond-Conafi denuncia la non applicazione del decreto e chiede una modifica sostanziale dello stesso.

Il decreto pone la necessità per il costruttore di condirarlo “garante” così da stimolare il miglioramento della qualità imprenditoriale e diminuisce così il rischio di default, inoltre, l’obbligo di fornire l’assicurazione decennale postuma con i controlli conseguenti pretesi dalle “costringe” a elevare la qualità dell’immobile e a rispettare le norme costruttive.

In caso di fallimento dell’impresa costruttrice per la tutela dell’acquirente viene sganciato dalla procedura fallimentare e, mediante la fideiussione, dovrebbe riuscire a recuperare i soldi versati nel giro di qualche giorno dalla dichiarazione di fallimento.

Per gli 8 mila fallimenti nel settore edile, oggi le famiglie coinvolte sono circa 77 mila con un danno di oltre 2 miliardi di euro, questo anche dovuto che il decreto non viene applicato e le nuove costruzioni vengono vendute senza garanzia fideiussoria.

La mancanza di adeguate sanzioni favorisce l’elusione della legge e finisce per coinvolgere in maniera pesante nelle crisi aziendali migliaia di famiglie, cosa che una corretta applicazione della legge eviterebbe. Chi ha la peggio in questa situazione sono le famiglie.

Le imprese che applicano il decreto sono quelle che reggono meglio l’urto della crisi, che continuano a fare utili e garantiscono la partecipazione del settore al mantenimento del PIL.

Per questo Assocond-Conafi ritiene urgente ed equo che il Parlamento modifichi e introduca meccanismi sanzionatori efficaci e coerenti con gli obiettivi della legge.