: è stato dato il via libera alle agevolazioni che dovrebbero venire incontro a tutte le famiglie che hanno contratto un mutuo e si trovano in situazioni di difficoltà.

Da alcuni giorni la Commissione Bilancio del Senato ha dato l’assenso allo schema di regolamento che rimettere nuovamente in funzione l’agevolazione che acconsente di sospendere le rate alle famiglie in difficoltà per eventi quali la perdita del lavoro.

Sembra quindi che si sia conclusa la fase che rischiava di far mancare un “paracadute” a quei soggetti nel momento in cui probabilmente servirebbe di più. Il Fondo del ministero delle , messo a punto fra mille difficoltà nel 2010 per iniziativa dell’onorevole Federica Rossi Gasparrini, ha infatti operato regolarmente fino al 2011 in parallelo al “Piano famiglie” siglato da Abi e associazioni dei consumatori garantendo circa 5mila sospensioni per un massimo di 18 mesi. Dopo aver esaurito il finanziamento iniziale di 20 milioni di euro, il Fondo ha ottenuto una nuova dote di ulteriori 20 milioni.

Il problema si era presentato con l’intervento della Riforma Fornero, che aveva cambiato alcuni fra i criteri di accesso all’agevolazione, si è però trovato nell’impossibilità di funzionare per la mancanza dei nuovi regolamenti attuativi. Questi ultimi, già predisposti dai tecnici del Ministero, hanno rapidamente ottenuto l’approvazione del Consiglio di Stato e della Conferenza Stato-Regioni, ma si sono arenati in Parlamento: uno stop ancora più preoccupante perché il mancato via libera entro la data di scioglimento delle Camere avrebbe vanificato l’intero iter.

La risoluzione finale è giunta quasi in extremis il 29 gennaio quando la Commissione Bilancio della Camera ha finalmente dato parere favorevole allo schema di regolamento introducendo come ulteriore condizione che il Fondo rimborsi ai mutuatari anche i costi sostenuti per eventuali onorari notarili. Con l’analogo provvedimento del Senato, l’emanazione dei nuovi regolamenti attuativi da parte del ministro del Tesoro diviene così una pura formalità. Tenuto conto poi della necessità pubblicazione sulla e degli inevitabili tempi tecnici si può azzardare che entro un mese il Fondo di solidarietà gestito da Consap potrà essere di nuovo operativo.

Le conseguenze fondamentali,  oltre a offrire la possibilità di sospendere le rate fino a 18 mesi a chi ha stipulato un mutuo non superiore a 250mila euro e ha un reddito annuo Isee inferiore ai 30mila euro in caso di cessazione del rapporto di lavoro (subordinato e di collaborazione) oppure di morte o handicap grave all’interno del nucleo familiare, sarà quello di mandare in pensione il “Piano famiglie” che Abi e associazioni dei consumatori avevano prorogato fino al 31 marzo prossimo in fiduciosa attesa del Fondo.