2015, il problema delle rendite sovrastimate

Dopo l’approvazione del decreto legislativo sulle commissioni censuarie il governo sta preparando il secondo decreto attuativo. Valori del nuovo catasto saranno calcolati su aree più vaste del previsto. In 5 mila comuni su 8 mila non ci sia il numero minimo di compravendite necessarie a offrire una base statistica solida.

Il nuovo catasto dovrà attribuire a ogni immobile valori in linea con quelli del mercato, ma a causa della crisi dell’edilizia in molte aree del paese, questo mercato non c’è più. Negli aspetti principali del secondo decreto c’è la definizione delle nuove categorie catastali, che divideranno gli immobili in due gruppi. Il problema è che i risultati concreti di questa attività dipenderanno soprattutto dagli ambiti territoriali entro i quali verranno inseriti i nuovi valori.

Le zone censuarie sono soprattutto nelle città molto grandi e quindi la stessa tipologia ha lo stesso valore anche se in quartieri molto diversi. Nel nuovo decreto dovrebbero essere ufficializzate le zone omi, ossia quelle definite dall’osservatorio sul mercato immobiliare dell’, ma nel triennio che la delega chiede di adottare come base di riferimento per calcolare i valori fiscali degli immobili (2011-2013), le compravendite sono scese del 24% rispetto ai tre anni precedenti e, secondo i calcoli delle entrate, in 5.158 comuni ci sono state meno di 100 transazioni. Situazione che rende impossibile fissare i valori ufficiali delle varie tipologie di immobili.

Questo problema si può risolvere? Forse l’unica soluzione e quella di allargare le zone, che in alcuni casi potrebbero estendersi fino all’intera provincia. Sarà su questi accorpamenti, che costituiranno gli ambiti territoriali, che verranno applicati gli stessi algoritmi di calcolo dei .

(fonte: idealista.it)