Corte di Cassazione, Sentenza n. 22602/2008
Le videoriprese dei vicini di casa, effettuate per smascherare comportamenti illeciti, sono lecite purché non dirette verso luoghi di privata dimora ma verso aree utilizzate da un numero indifferenziato di persone.

Lo ha stabilito la Quinta Sezione Penale della Corte di Cassazione annullando con rinvio un’ordinanza del Tribunale del Riesame di Reggio Calabria che aveva confermato la custodia cautelare per un uomo sospettato di far parte di una associazione a delinquere sulla base di alcune videoriprese effettuate nel cortile del palazzo nel quale abitava.