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Attività immobiliare in crecrescita in Nuova Zelanda

I prezzi immobiliari hanno superato il picco precedente la crisi. Analisi settimanale sul mercato immobiliare di RICS
Il recente movimento al ribasso dell’inflazione non è stato sufficiente a stimolare l’intervento da parte della Banca Centrale della Nuova Zelanda (RBNZ), che ha deciso di mantenere i tassi invariati al 2,5% la scorsa settimana. Il dato CPI del terzo trimestre – che ha mostrato un calo della crescita annua dei prezzi allo 0,8%, vale a dire al di sotto del livello target della RBNZ pari all’1%-3% – ha sorpreso, portando l’inflazione al ribasso a un minimo circa di 12 anni. L’economia globale rimane debole mentre l’economia del paese è un po’ più bilanciata. Questa la dichiarazione che emerge dall’incontro della RBNZ di ottobre. Il pil continua a crescere moderatamente e l’attività immobiliare sta crescendo.

Usa: immobiliare in ripresa?

“Il settore immobiliare americano dà segnali di progressivo miglioramento”. Le parole del presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, lo scorso luglio in Congresso per il consueto rapporto semestrale, sono state una boccata d’ossigeno per chi osserva da vicino l’economia americana, per chi ha vissuto la crisi di quattro anni fa (iniziata proprio dal collasso del mercato dei mutui e dal conseguente crollo dei prezzi e del valore degli immobili) e per chi ne sta ancora pagando le conseguenze. Ma non è ancora il momento di tirare i remi in barca, ha avvertito il numero uno della Banca Centrale americana: “l’immobiliare non sta dando l’apporto alla ripresa che solitamente dà dopo periodi di recessione come quello da cui gli Stati Uniti sono usciti” e risente del più generale quadro dell’economia americana (la crescita è lenta, +1,5 per cento il dato preliminare secondo trimestre, il tasso di disoccupazione è alto, 8,3 per cento in luglio, e i consumi rallentano, +1,5 per cento in aprile-giugno dal 2,4 per cento dei primi tre mesi dell’anno).

Francesca Biagiotti denuncia l’ennesimo privilegio per i politici

L’inchiesta è di Francesca Biagiotti della trasmissione Piazza Pulita. La vicenda svelata dal deputato Francesco Barbato che si presenta nella banca del Senato, Bnl,  con una telecamera nascosta.

Tassi: Banche Centrali tagliano di mezzo punto

Le banche centrali hanno deciso di tagliare i tassi di mezzo punto. Un taglio deciso congiuntamente a livello mondiale: la Fed ha portato i tassi all’1,5%, la Bce al 3,75%. All’operazione congiunta del taglio dei tassi hanno partecipato la Federal Reserve, la Bce, la Banca d’Inghilterra, la Banca del Canada, e le Banche centrali di Svezia e Svizzera. Anche la banca centrale cinese ha tagliato il costo del denaro, in una misura pari a -0,27%.

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MOSSA SENZA PRECEDENTI
La mossa attuata oggi da sei fra le maggiori banche centrali per il taglio di mezzo punto percentuale dei tassi di riferimento non ha precedenti. Dopo l’ attacco alle Torri di Manhattan dell’ 11 settembre 2001 infatti la Fed e la Bce tagliarono il costo del denaro a distanza di pochi giorni, il 17, con due azioni distinte anche se coordinate fra di loro.