banca centrale europea

2013 il momento giusto per comprare casa

Diversi fattori hanno inciso nel calo dei canoni di affitto, tra questi l’effetto Imu, molti proprietari hanno preferito affittare il loro immobile, a prezzi anche più bassi, piuttosto che tenerlo vuoto. Un modo per ripagarsi almeno le tasse affinché la casa non diventi un peso anziché un investimento.

Francesca Biagiotti denuncia l’ennesimo privilegio per i politici

L’inchiesta è di Francesca Biagiotti della trasmissione Piazza Pulita. La vicenda svelata dal deputato Francesco Barbato che si presenta nella banca del Senato, Bnl,  con una telecamera nascosta.

Draghi propone la sostituzione dell’euribor con il tasso bce

Per Mario Draghi, governatore della banca d’Italia basterebbe abbandonare l’euribor come tasso di riferimento per i mutui e adottare direttamente il tasso della banca centrale europea (bce) per alleggerire la rata di tanti risparmiatori.

In precedenza era stato Lorenzo Bini-Smanghi della bce a ritenere non “giusto far pagare il prezzo della sfiducia fra le banche ai cittadini”.

L’ostinazione della Banca centrale europea

Tutti i principali Istituti di ricerca internazionali escono ultimamente rivedendo al ribasso le loro previsioni di crescita dell’economia globale per il 2008, a pochi mesi dalle loro stime.

Il Fondo monetario internazionale ha ritoccato ad aprile le proprie previsioni sul 2008 fatte a gennaio, limandole addirittura di 5 decimi di punto: ad inizio anno, la stima di crescita dell’economia internazionale era fissata al +4,2%, ad aprile è scesa al +3,7% per l’anno in corso.

Guardando alla crescita delle economie avanzate, e alla misura con la quale nel giro di pochi mesi è stata tagliata la stima, ci sembra di poter dire che esiste davvero il rischio di ricadere in una profonda crisi economica. Al momento, l’FMI stima una crescita per gli Usa non superiore allo 0,5-0,6% per il biennio 2008-2009; crescita che tuttavia è ancora tutta da verificare e che, alla luce degli scenari che si stanno profilando, potrebbe subire ulteriori ritocchi all’ingiù nei prossimi mesi. Analogo discorso per l’Area Euro, dove l’Italia sarà il fanalino di coda con una crescita prevista dello 0,3-0,5% nei prossimi due anni.