Tempi duri per il settore immobiliare. L’immobilismo che aveva caratterizzato gli ultimi mesi si e’ trasformato in una flessione che, in molti Paesi ha assunto le dimensioni di un vero e proprio crollo. Tengono gli Stati Uniti, dove il mercato continua a crescere, anche se a ritmi blandi, ma deve fare i conti comunque con una drastica flessione dei prezzi di vendita: a luglio -15,9% rispetto al dato di un anno fa. Secondo un recente rapporto di Standard & Poor’s, queste non sono che le prime avvisaglie di una crisi molto piu’ estesa, che finirebbe per coinvolgere tutti i Paesi industrializzati e potrebbe vedere la fine solo nella tarda primavera del prossimo anno.
Ecco un’analisi della situazione nei diversi Paesi del mondo.
FRANCIA: le compravendite sono diminuite del 34% nel secondo trimestre su scala globale, con un -30% nei primi sei mesi dell’anno. Il numero delle case ora presente sul mercato e’ sceso a 110.500 unita’, un valore mai cosi’ basso dal 1982. E sul fronte dei prezzi non va meglio: quest’anno, il mercato francese ha perso circa il 3% per quanto riguarda le vecchie abitazioni e il 4-5% nel settore delle nuove. Secondo un’indagine dell’Institut Xerfi di Parigi, il mercato immobiliare potrebbe perdere circa il 14,5% del proprio valore fino al 2011, per poi riprendersi solo dopo tale data.
SPAGNA:  Il mercato immobiliare spagnolo continua in caduta libera, con la compravendita di case che ha registrato a giugno una diminuzione del 29,6% rispetto allo stesso mese dello scorso anno, secondo i dati diffusi dall’Istituto Nazionale di Statistica.