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Diritto Immobiliare

timthumb.php444_ La vendita di un immobile destinato ad uso abitativo, ma sprovvisto del certificato di abitabilità determina la carenza di un requisito essenziale del contratto, per cui, in favore dell’acquirente scatta il diritto al risarcimento.

Vietato affiggere i nomi dei condomini in debito

20110718_debitoriVietato affiggere i nomi dei condomini in debito: condannato amministratore

L’amministratore che espone il nome di un condòmino moroso è responsabile per il reato di diffamazione. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, che ha condannato il responsabile di una struttura di Messina per aver pubblicizzato le generalità di un residente in arretrato coi pagamenti.

La controversia, nello specifico, era sorta in seguito all’affissione nell’atrio condominiale, avvenuta nel settembre del 2007, di una notifica con minaccia di slacciamento del servizio idrico, successiva al continuo indebitamento degli inquilini elencati nel foglio appeso.

La nuova legge condominiale

Condominio454La speranza è che le liti condominiali diminuiscano e che sia più facile decidere e mettersi d’accordo. La certezza è che ci sono articoli nuovi di zecca che riformano la disciplina dei regolamenti di condominio e che entreranno in vigore dal prossimo giugno. Il testo di legge e tutte le novità della riforma del condominio saranno presentate dagli esperti Anaci (Associazione nazionale amministratori condominiali e immobiliari), con il contributo avvocati, docenti di diritto e con il patrocinio dell’ordine degli avvocati di Avellino.

Vendita di immobili senza certificato di abitabilità

La vendita di un immobile destinato ad uso abitativo, ma sprovvisto del certificato di abitabilità determina la carenza di un requisito essenziale del contratto, per cui, in favore dell’acquirente scatta il diritto al risarcimento.

Cessione immobili no all’imposta del registro

La società ricorrente e protagonista della controversia ha acquisito diritti di proprietà perfezionati con l’acquisto vero e proprio di beni immobili. Tali beni consistevano in fabbricati commerciali in corso di ristrutturazione, per trasformazione in un nuovo immobile, il cui completamento veniva eseguito proprio dalla società acquirente.

Il canone di locazione

Le parti possono convenire che il canone di locazione sia aggiornato annualmente su richiesta del locatore per eventuali variazioni del potere di acquisto della lira. Le variazioni in aumento del canone, per i contratti stipulati per durata non superiore a quella di cui all’articolo 27, non possono essere superiori al 75 per cento di quelle, accertate dall’ISTAT, dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati.

Espropriazione immobiliare

Niente da fare per la conversione del pignoramento immobiliare in extremis, anche nella vigenza del vecchio articolo 495 C.p.c.: la Suprema corte fa chiarezza sulle questioni di diritto intertemporale sorte nell’ambito dell’espropriazione forzata con l’introduzione dell’articolo 187 bis delle disposizioni diattuazione C.p.c..

Proprietà esclusive, disturbo e condominio

Accade spesso che determinate attività svolte in locali di proprietà esclusiva, per il loro concreto atteggiarsi, rechino disturbo agli altri condòmini dello stabile e che, di conseguenza, l’amministratore di condominio sia chiamato ad attivarsi per far cessare gli abusi.

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Viene, però, da domandarsi: può l’amministratore intervenire sull’uso delle parti del fabbricato di proprietà individuale? La giurisprudenza ha risposto positivamente al quesito, precisando tuttavia che tale uso deve integrare una violazione del regolamento di condominio, con conseguenze pregiudizievoli sui beni condominiali.

Condominio: l’uso esclusivo di un posto auto nel cortile condominiale

Cassazione, sentenza 16/01/2008 n. 730
Il condominio, può impedire l’uso esclusivo di un posto auto nel cortile condominiale da parte di un condomino anche se questi lo ha acquistato dal costruttore.

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E’ quanto stabilisce una sentenza della Cassazione nella quale però si chiarisce che per impedire tale uso è necessario accertare che il costruttore al momento della cessione non avesse titolo per trasmettere in proprietà singola ed esclusiva lo spazio in questione.

Cassazione: No all’apertura da parte di un condomino di un varco nel muro condominiale

Cassazione, sentenza n.26796/2008
Illegittima ai sensi dell’art. 1102 c.c. è “la realizzazione da parte di un condomino di un varco di accesso, praticato in un muro condominiale, al fine di mettere in comunicazione lo spazio interno, anche comune, dallo stesso delimitato, con altri immobili confinanti, di proprietà esclusiva (…), nei casi nei quali il suolo o il fabbricato cui sia dato accesso con le suddette modalità, costituisca un’unità immobiliare estranea al condominio, ancorché appartenente a taluno dei condomini”. 

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 E’ quanto stabilito nella  recente sentenza della Corte di Cassazione la quale,