Gaia, è allarme rosso. Questa volta a mettere a repentaglio la tranquillità della Spa, che di tranquillo sembra avere solo il nome, non sono i tumulti dei cittadini inferociti contro bollette alle stelle, ma i fornitori le cui fatture da tempo non vengono onorate. Da qui un irrigidimento delle banche che, se ancora non hanno chiuso i rubinetti, non sembrano però più così disposte a fare credito a quello che sembra stia diventando un pozzo senza fondo.

E quindi via ai primi decreti ingiuntivi da parte dei fornitori privati che non intendono lavorare per la gloria. Ingiunzioni ancora contenute che non fanno presuporre il rischio di un fallimento, ma che la dicono lunga su un futuro che non si prospetta rose e fiori. Così l’allarme rosso di Gaia ‘poco gaia’ è stato rigirato ai soci, quei Comuni che nel giro di due mesi dovranno coprire buchi e conti in rosso con 18 milioni di euro. Per quanto riguarda Carrara, secondo socio di maggioranza dopo Viareggio (il Comune versiliese ha il 18 per cento, il nostro il 15) dovrà corrispondere circa 3 milioni per evitare il baratro.