Crisi mutui

Mutui sospesi per le famiglie in difficoltà

L’Associazione Bancaria Italiana, dopo la moratoria in favore delle aziende lanciata ad agosto, va in soccorso delle famiglie e, a sostegno di quelle in difficoltà, mette sul tavolo, a partire da gennaio, un piano di sospensione di 12 mesi dei pagamenti sui mutui.

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Il provvedimento che – secondo stime autorevoli di fonte bancaria – dovrebbe interessare 110-130 mila famiglie e che dovrebbe avere un valore complessivo di circa 8 miliardi, rientra nel ‘Piano famiglie’ approvato dal comitato esecutivo dell’Abi, che ha dato mandato al presidente, Corrado Faissola e al direttore generale, Giovanni Sabatini di avviare le azioni necessarie a coordinare ed estendere le misure già in atto a sostegno dei rapporti di credito con le famiglie in difficoltà a seguito della crisi. Il provvedimento “serve a rendere più generali e omogenei i diversi interventi che sul territorio sono stati realizzati dalle nostre associate”, ha spiegato Faissola a margine del Comitato esecutivo dell’Associazione.

Crisi Mutui: Suicida Top Manager Freddie Mac

Dramma ai margini della crisi del credito: David Kellerman, il chief financial officer del colosso dei mutui Freddie Mac, si è impiccato nella cantina della sua casa di Vienna, una enclave middle class in Virginia, alle porte di Washington. Kellerman aveva 41 anni, lavorava da 16 anni a Freddie Mac e in settembre, quando l’agenzia di prestiti immobiliari era stata salvata dal fallimento con un’iniezione diretta di capitali del governo federale, ne era diventato il direttore finanziario.

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Come per la gemella Fannie Mae, la nazionalizzazione aveva provocato in Freddie Mac un terremoto ai vertici e Kellerman aveva preso il posto del dimissionario Anthony Piszel. Oggi, dopo che la notizia del suicidio del manager ha fatto il giro delle televisioni, il ministro della giustizia Eric Holder ha detto di “non avere idea” se il gesto del Chief financial officer sia in alcun modo legato alle inchieste avviate nei mesi scorsi da Sec e Ministero della Giustizia sui conti su cui era incaricato di vigilare.

La crisi dei mutui non frena i lavori per la City di Mosca

La crisi dei mutui e le sue ripercussioni sul settore edile non stanno rallentando i lavori per la realizzazione di ‘Moscow City’, la cittadella finanziaria della capitale russa che sara’ ultimata nel 2011 e accogliera’ al suo interno il grattacielo piu’ alto d’Europa, promettendo di essere molto di piu’ di un semplice centro d’affari.

Ma il momento non felice per il settore immobiliare russo traspare dalle parole, aspre e a volte ingiuriose, che qualche giorno fa i lettori hanno usato per criticare la lettera aperta ai mass media con cui Serghei Polonski, proprietario della Mirax Group – societa’ incaricata della costruzione della City -, ha chiesto ai giornalisti di essere ”piu’ cauti nel descrivere la crisi dell’edilizia”.

Crisi mutui: Sarkozy convince Medvedev, super G-8 subito

Anche i russi sono d’accordo: il vertice del G8 allargato, il supersummit che il presidente francese Nicolas Sarkozy ha annunciato sabato al G4 di Parigi si arricchisce di adesioni. Ed è una strada obbligata, se si tiene conto che nell’ordine del giorno della riunione che Sarkozy vuole “entro l’anno” figura la voce: “rifondazione del capitalismo finanziario”.

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Ad Evian c’era la World Policy Conference prima edizione, organizzata dall’Ifri, l’Istituto francese delle relazioni internazionali. Ospiti d’onore, Sarkozy e Medvedev, che hanno parlato di Georgia – l’ospite russo ha annunciato il completamento del ritiro entro mezzanotte – ma la scena è stata rubata, come avviene ormai da qualche settimana, dallo tsunami finanziario.

Fannie Mae e Freddie Mac, maxi piano di salvataggio

Nazionalizzazione a suon di miliardi per Fannie Mae e Freddie Mac, i due colossi parastatali dei mutui che controllano o garantiscono quasi metà dei 12.000 miliardi di dollari di mutui immobiliari statunitensi. Da ieri i 5.200 miliardi di dollari di mutui facenti capo ai due gruppi sono passati sotto il controllo del Tesoro di Washington che si è quindi accollato il relativo rischio di insolvenza.

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Il piano messo in piedi dal tesoro Usa rappresenta il più grande piano di salvataggio nella storia finanziaria statunitense. Fannie Mae e Freddie Mac sono due delle vittime più illustri della crisi immobiliare statunitense con un passivo in bilancio di 14 miliardi di dollari destinato a lievitare nei prossimi trimestri a causa dell’aumento delle perdite legate a insolvenze e pignoramenti.

Mutui subprime, centinaia di arresti da parte dell’Fbi

Trecento arresti circa, che hanno portato dietro le sbarre anche due ex gestori di hedge fund di Bear Stearns, con l’accusa di aver commesso reati di frode legati ai mutui. Ad annunciarlo è stata l’Fbi, precisando che dei 300 arresti, 50 sono stati effettuati soltanto negli ultimi giorni.

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Motivo della maxi retata i ripetuti reati che si sarebbero tradotti, stando a quanto hanno reso noto le autorità Usa, in più di un miliardo di dollari di perdite per i cittadini americani, sia proprietari di case che clienti di società finanziarie.

Bernanke (Fed): la crisi dei mutui non risolta, serve una risposta «vigorosa»

I casi di mancati rimborsi dei mutui negli Stati Uniti saliranno ancora: lo ha detto martedì 4 marzo il presidente della Federal Reserve Ben Bernanke, parlando ad Orlando in Florida e sottolineando che c’e’ bisogno di fare di più per evitare nuovi casi di sequestro delle abitazioni.

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Il presidente della Federal Reserve prevede un ulteriore calo del prezzo delle case negli Stati Uniti pertanto serve una risposta «vigorosa» del sistema bancario americano per impedire nuovi pignoramenti.

l’Fbi apre un’inchiesta su 14 banche

La crisi dei mutui subprime assume un nuovo risvolto legale. L’Fbi ha annunciato di star indagando su 14 istituzioni finanziarie in relazione alla vendita dei mutui subprime e alla loro cartolarizzazione. 

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L’ipotesi è che siano stati concessi mutui subprime pur in assenza di valide garanzie reddituali e che in seguito questi mutui siano stati collocati sul mercato senza che se ne rivelasse il vero livello di rischio. Di qui l’ipotesi di frode.