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TASSI: EURIBOR A TRE MESI IN CALO

L’Euribor a tre mesi nelle ultime 6 settimane ha segnato un calo costante passando dallo 0,718% del 4 dicembre scorso allo 0,674% di oggi. Cedendo in totale 0,044 punti percentuali. Sulla stessa linea l’Euribor ad un mese che e’ calato dallo 0,481% del 4 dicembre scorso allo 0,432% di oggi.

L’Euribor e’ il tasso che le banche applicano fra loro per i prestiti trimestrali e che viene preso come riferimento dalle stesse banche per indicizzare i mutui.
Fonte: Ansa

Euribor a 3 mesi a 0,98%, è minimo

Il tasso Euribor a tre mesi oggi e’ in calo per la 26/ma seduta consecutiva, segnando un nuovo minimo storico allo 0,98% dallo 0,99% di ieri.

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Lo scrive la Bloomberg citando la European Banking Federation.

Fonte:  Ansa

Tassi: Euribor scende a 1,25%

Il tasso Euribor a tre mesi, quello pagato dalle banche per i prestiti di depositi trimestrali, e’ sceso oggi all’1,28% dall’1,29% di ieri.

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Si tratta del primo calo dopo tre sedute al rialzo. L’Euribor a un mese sale invece allo 0,97%, cosi’ come quello a una settimana che avanza di un punto base allo 0,92%. I dati sono rilevati dall’ European Banking Federation.

Fonte: Ansa

I tassi diminuiscono, ma il costo del credito continua a salire

Il taglio del costo del denaro (a 1,25%) e il nuovo calo dell’euribor (a 1,5%) renderebbero al momento la richiesta di un mutuo particolarmente vantaggiosa, ma ciò è vero solo in teoria, nella pratica l’abbassamento dei tassi viene compensato dalle banche con spread (il ricarico che ogni banca decide di aggiungere al tasso di base quale proprio ricavo) più alti.

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Così mentre l’euribor è sceso all’1,5% dal 5% di ottobre 2008, gli spread applicati nei nuovi mutui a tasso variabile sono aumentati dallo 0,8-0,9% medio di ottobre al 2% circa di oggi.

Banche: spread +40% in sei mesi

Durante questi ultimi mesi sia l’euribor che l’irs, gli indici con i quali si determinano i saggi d’interesse sui mutui (a tasso variabile e a tasso fisso), sono calati sensibilmente. Ciononostante i tassi sui mutui casa non sono scesi con la stessa rapidità. questo per via degli spread (la parte di guadagno che le banche si assegnano) aumentati del 40% da giugno ad oggi.

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Dal primo gennaio di quest’anno i consumatori possono scegliere di agganciare i loro mutui, oltre che all’euribor, al tasso bce (in genere più stabile). Ma ai livelli bce si applicano maggiorazioni che vanno ben oltre l’1% e talvolta, come nel caso di alcuni istituti di credito, anche oltre il 2%.

Decreto Anti-crisi. Cosa cambia per i Nuovi Mutui?

Il decreto anti-crisi rappresenta un tentativo del Governo in soccorso dei risparmiatori in difficoltà con il caro-rata, ma cosa cambia all’atto pratico per le famiglie italiane? Al momento (e qualora i termini del decreto dovessero essere confermati) è difficile dare una risposta, tutto dipenderà dall’andamento dei tassi interbancari (gli Euribor ai quali sono indicizzati i mutui variabili sottoscritti finora) nei prossimi 12 mesi.

Il tasso fissato a Francoforte (ora al 3,25%) è infatti generalmente inferiore rispetto all’interbancario, oltre che più trasparente e meno volatile. Resta però da vedere in che modo questa innovazione verrà tradotta in pratica dalle banche, che di norma si finanziano al tasso Euribor e potrebbero quindi chiedere un prezzo superiore in termini di spread per coprirsi dal rischio di eventuali crisi sui mercati interbancari.

Draghi propone la sostituzione dell’euribor con il tasso bce

Per Mario Draghi, governatore della banca d’Italia basterebbe abbandonare l’euribor come tasso di riferimento per i mutui e adottare direttamente il tasso della banca centrale europea (bce) per alleggerire la rata di tanti risparmiatori.

In precedenza era stato Lorenzo Bini-Smanghi della bce a ritenere non “giusto far pagare il prezzo della sfiducia fra le banche ai cittadini”.

Euribor 3mesi: undicesimo calo di seguito al 4,918%

Undicesima seduta consecutiva di ribasso per l’Euribor a tre mesi, fissato oggi a 4,918% (4,921% nella vigilia).

Quello a un mese ha registrato un piccolo ritocco all’insu’, a 4,607% (4,605%), mentre quello a sei mesi e’ sceso al 4,973% (4,992%). Attualmente il tasso di riferimento, quello a tre mesi, si colloca sui minimi da inizio giugno.

Un’informazione pericolosa…

In questi giorni di grave crisi finanziaria, ho riflettuto molto sul fatto di come la comunicazione e i mass media in generale abbiano un potere così enorme da poter anche incidere in positivo o in negativo sugli effetti futuri di questo terremoto, da molti considerato più forte anche di quello disastroso del ‘29.
In un’economia integrata come quella di oggi ciò che accade in un luogo può avere effetti dirompenti su tutto il pianeta. Ma non solo, in un contesto del genere diventano fondamentali le attese delle imprese e delle famiglie, perché – come sostengono alcuni teorici delle aspettative razionali – sono proprio gli operatori che, attraverso il loro comportamento conseguente ad una certa aspettativa riguardo un evento futuro, provocano il verificarsi dell’evento economico che essi stessi si aspettavano.

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E purtroppo molte di queste aspettative si formano attraverso i canali di informazione. Se quindi questi canali sono tutti a senso unico, e oltretutto non forniscono una completa informazione, si possono verificare anche distorsioni, in alcuni casi anche dannose.
Cerco di spiegarmi meglio. Lo tswnami sui mercati finanziari di questi giorni ha prodotto, tra le tante conseguenze, anche quello di alzare l’Euribor, che tra le tante cose è il parametro sui cui si calcolano le rate dei mutui a tasso variabile.
Grazie ad una non completa informazione giornalistica, si è cercato di far passare in questi giorni nell’opinione pubblica la convinzione che tutti i possessori di mutui o tutti coloro che in questo momento ne avessero appena acceso uno, avrebbero pagato a caro prezzo questa crisi, con rate più pesanti, proprio perché l’Euribor (di qualunque scadenza) aveva raggiunto il massimo storico.

La distorsione dov’è? L’incompiutezza della notizia sta nel fatto che è vera solo parzialmente. Innanzitutto è vera soltanto per i mutui in corso o appena accesi a tasso variabile.

Mutui, nel 2007 vince il tasso fisso. Mercato in frenata?

Avere la certezza di pagare sempre la stessa rata di mutuo, ancorché salata? Oppure affrontare il rischio della volatilità dell’ euribor e rischiare piuttosto di pagare ogni mese una cifra diversa? Il dilemma amletico tra tasso fisso o variabile è stato sciolto senza troppe esitazioni shakespeariane dalla maggior parte dei risparmiatori italiani che nel corso del 2007 ha deciso di accendere un mutuo: per il tasso fisso è stato un vero e proprio boom.

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Testimoniato dalla fotografia sul mercato dei mutui italiani del 2007 scattata dal bollettino di marzo di Assofin, l’associazione italiana del credito al consumo e immobiliare.