Federal reserve

Una proposta per uscire dalla crisi

In Europa, la strategia anti-crisi è quella di ridurre il debito con la formula ” consolidamento fiscale”;  negli Stati Uniti stanno cercando di fare il contrario: tra le più di 400 società statunitensi che fanno parte dell’indice S&P 500 che hanno riportato risultati per il quarto trimestre del 2012, il 72% ha un reddito superiore alla stime.

Usa: immobiliare in ripresa?

“Il settore immobiliare americano dà segnali di progressivo miglioramento”. Le parole del presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, lo scorso luglio in Congresso per il consueto rapporto semestrale, sono state una boccata d’ossigeno per chi osserva da vicino l’economia americana, per chi ha vissuto la crisi di quattro anni fa (iniziata proprio dal collasso del mercato dei mutui e dal conseguente crollo dei prezzi e del valore degli immobili) e per chi ne sta ancora pagando le conseguenze. Ma non è ancora il momento di tirare i remi in barca, ha avvertito il numero uno della Banca Centrale americana: “l’immobiliare non sta dando l’apporto alla ripresa che solitamente dà dopo periodi di recessione come quello da cui gli Stati Uniti sono usciti” e risente del più generale quadro dell’economia americana (la crescita è lenta, +1,5 per cento il dato preliminare secondo trimestre, il tasso di disoccupazione è alto, 8,3 per cento in luglio, e i consumi rallentano, +1,5 per cento in aprile-giugno dal 2,4 per cento dei primi tre mesi dell’anno).

L’ostinazione della Banca centrale europea

Tutti i principali Istituti di ricerca internazionali escono ultimamente rivedendo al ribasso le loro previsioni di crescita dell’economia globale per il 2008, a pochi mesi dalle loro stime.

Il Fondo monetario internazionale ha ritoccato ad aprile le proprie previsioni sul 2008 fatte a gennaio, limandole addirittura di 5 decimi di punto: ad inizio anno, la stima di crescita dell’economia internazionale era fissata al +4,2%, ad aprile è scesa al +3,7% per l’anno in corso.

Guardando alla crescita delle economie avanzate, e alla misura con la quale nel giro di pochi mesi è stata tagliata la stima, ci sembra di poter dire che esiste davvero il rischio di ricadere in una profonda crisi economica. Al momento, l’FMI stima una crescita per gli Usa non superiore allo 0,5-0,6% per il biennio 2008-2009; crescita che tuttavia è ancora tutta da verificare e che, alla luce degli scenari che si stanno profilando, potrebbe subire ulteriori ritocchi all’ingiù nei prossimi mesi. Analogo discorso per l’Area Euro, dove l’Italia sarà il fanalino di coda con una crescita prevista dello 0,3-0,5% nei prossimi due anni.

Bernanke (Fed): la crisi dei mutui non risolta, serve una risposta «vigorosa»

I casi di mancati rimborsi dei mutui negli Stati Uniti saliranno ancora: lo ha detto martedì 4 marzo il presidente della Federal Reserve Ben Bernanke, parlando ad Orlando in Florida e sottolineando che c’e’ bisogno di fare di più per evitare nuovi casi di sequestro delle abitazioni.

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Il presidente della Federal Reserve prevede un ulteriore calo del prezzo delle case negli Stati Uniti pertanto serve una risposta «vigorosa» del sistema bancario americano per impedire nuovi pignoramenti.

La Bce lascia i tassi al 4%

Il consiglio direttivo della Bce, riunito a Francoforte, ha deciso, come previsto, di mantenere invariato il tasso di rifinanziamento pronti contro termine al 4%, il massimo da quasi sei anni.

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Analogamente ha lasciato fermi al 3% e al 5% anche il tasso sui depositi e il tasso marginale. È stato anche deciso di condurre di concerto con la Federal reserve ulteriori azioni coordinate, entro la fine di gennaio, per soddisfare le esigenze straordinarie di liquidità in dollari. Si tratterà di due nuove aste in dollari a 28 giorni dal valore di 10 miliardi di dollari.