Allarme rosso per gli affitti. Secondo Nomisma, almeno una famiglia in locazione su due e’ in ginocchio per il pagamento. Mentre sul versante mutui a fare fatica e’ una su quattro.

Dal 1991, i prezzi sono cresciuti del 164% e i canoni del 105%. I redditi, invece, solo del 18%. Secondo il rapporto Nomisma c’e’ ‘un problema grave di accessibilita’ al mercato della casa’, e a risentirne e’ soprattutto l’affitto.
Fonte: Ansa
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Per il mattone e’ tempo di discount: complice un mercato immobiliare in decisa stagnazione, chi ha in programma l’acquisto di una casa nei prossimi mesi potra’ contare su un elemento nuovo, lo sconto. Ma non si assistera’ a un crollo dei prezzi: seppure le transazioni potranno calare anche del 20%, a quota 650.000, i prezzi – secondo Nomisma – non scenderanno se non a livello inflazione, del 5%.
”Un mercato rallentato ma non crollato”, anche secondo il presidente di Scenari Immobiliari, Mario Breglia, per il quale pero’, i ribassi sono maggiori: ”Dopo che un appartamento e’ rimasto sul mercato per mesi, chi vuol vendere deve ridimensionare la propria richiesta, anche del 10-15%”. La domanda e’ indebolita – aggiunge Breglia – e per le nuove costruzioni si assiste a un fenomeno nuovo, lo sconto per invogliare l’acquisto: si offre il box auto ad esempio o il secondo bagno a prezzo stracciato. Piu’ limitato il margine indicato dal presidente di Nomisma, Gualtiero Tamburini, che parla di prezzi rigidi per l’usato. ”Ci potra’ essere una crescita nominale zero, una limatura all’ ingiu’ a livello d’inflazione, del 5% – dice Tamburini – a soffrire di piu’ saranno le prime e le seconde fasce delle grandi citta’: qui i costruttori, che si sono indebitati con le banche, pur di vendere concedono sconti. Il mercato dell’usato e’ invece in mano alle famiglie che non sono disposte a vendere perdendoci, quindi restano in attesa di tempi migliori”. Dopo i primi segnali di rallentamento apparsi gia’ lo scorso anno, il 2008 conferma quindi la frenata del mattone, al termine di un trend al rialzo durato oltre sette anni. »» Continua a leggere »»
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Calo delle compravendite di case, prezzi degli immobili senza vistose riduzioni, e piu’ difficolta’ di accesso al credito con un aumento della percezione del rischio da parte delle banche: questo, in sintesi, il ritratto del mercato immobiliare italiano nel 2008, tracciato dal centro studi Nomisma che ha analizzato i dati del primo semestre dell’anno.
Secondo le proiezioni dell’istituto bolognese, nel 2008, si prevede un calo delle compravendite di abitazioni di almeno 80mila unita’ con un meno 10% rispetto all’anno scorso. Una diminuzione, dunque, che si aggiunge a quella gia’ registrata nel 2007 con un calo del 4,6%, che corrisponde a 40mila compravendite di case in meno.
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Vorrei segnalare un libro particolare di Luca Leone….. dedicato a chi cerca casa ma non trova pace. Certamente noi agenti immobiliari non facciamo una bella figura!!

Più di 1.800.000 italiani hanno acquistato casa nel 2006 e molti di più lo hanno fatto o lo stanno facendo nel 2007. Per il 2008, nonostante la presunta crisi, per il mercato immobiliare è atteso un ulteriore incremento del 5,6% (dati Nomisma), con il settore residenziale a tirare “il carro”.
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La crescita dei canoni d’affitto è stata oltre il triplo rispetto a quella delle disponibilità familiari. Lo rileva un’indagine di Nomisma secondo cui nel periodo 1991-2007, a fronte di una crescita delle disponibilità familiari nell’ordine del 20,8%, l’incremento dei canoni di mercato nelle aree urbane è risultato addirittura del 66,7%.

L’incidenza della locazione di un’abitazione di 80 mq sul reddito familiare è così passata dal 20,7% dei primi anni ’90, all’attuale 28,5%, con un aumento, peraltro interamente concentrato nel periodo 1998-2005, prossimo a 38 punti percentuali.
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