prezzi di vendita

Calo drammatico nella concessione dei mutui

L’agenzia di indagini online QuestLab, per conto di bankitalia, Agenzia del territorio e Tecnoborsa ha reso noti i dati relativi alla propria indagine del mercato immobiliare relativa al primo trimestre 2012. L’indagine è stata portata a termine richiedendo a poco più di 4.000 agenzie immobiliari sparse su territorio nazionale la compilazione di un vero e proprio questionario di mercato. I risultati dell’indagine hanno fornito informazioni utili sull’attività di compravendita e sui prezzi nel trimestre di riferimento nonché sulle prospettive future del settore pronosticate dalle agenzie stesse. Il tutto è stato raccolto nel “Supplemento al Bollettino Statistico” pubblicato da bankitalia nel trimestre successivo a quello sottoposto ad indagine.

Genitori, le vere banche per i figli

Il 67% delle famiglie italiane aiuta i propri figli, compresi tra una fascia d’età che va dai 20 ai 35 anni, a comprare la prima casa, e, anzi, 2 famiglie su 3 sono costretti a sostenerli, a causa della difficoltà economica. E’ quanto emerge da una ricerca di casa.it. I giovani sono costretti a rifarsi al patrimonio familiare, qualunque sia il la cifra a disposizione. Il 28,5% è disposto a spendere tra i 100.000 e i 150.000 euro, il 26,9% tra i 150.000 e i 200.000 euro, mentre il 20,6% tra i 200.000 e i 300.000 euro. Infine, solo il 6,3% si può permettere immobili dal valore di 400.000 euro in su, mentre un più consistente 12,6% si oriente nella direzione opposta, cercando di non superare i 100.000 euro.

Nuda Proprietà e Usufrutto

L’Agenzia delle Entrate (Risoluzione 188/E del 20 luglio) ha chiarito che nel calcolo della plusvalenza, al fine di individuare il valore della nuda proprietà e dell’usufrutto, si applicano al prezzo di vendita i rispettivi coefficienti, mentre per individuare il giorno a partire da cui scattano i cinque anni si deve tener  conto del periodo di tempo che intercorre tra la data di acquisto e la data di rivendita in riferimento alla nuda proprietà e all’usufrutto separatamente.

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Stesso criterio deve essere utilizzato, precisa l’Agenzia, per verificare se l’immobile è stato adibito ad abitazione principale (del cedente o dei suoi familiari) per la maggior parte del tempo trascorso tra l’acquisto e la cessione, condizione, questa, il cui verificarsi esclude comunque la realizzazione di plusvalenza tassabile.