Uno studio di scenari immobiliari rileva i metri quadrati acquistabili da risparmiatori con differenti livelli di reddito nelle città capoluogo d’italia. Seguendo la regola che la rata del mutuo non dovrebbe superare un terzo del reddito, il calcolo è stato effettuato per retribuzioni pari a 1.500, 2.000 e tra i 2.500-3.200 euro.

Nel primo caso, con una retribuzione di 1.500 euro mensili e un mutuo di 85mila euro, si possono acquistare tra i 24 e i 29 m2 a Roma, Milano, Bolzano, Venezia e Firenze. La stessa cifra sarebbe sufficiente per acquistare una casa di 90 m2 a Brindisi e alcune città della calabria e della sicilia. »» Continua a leggere »»
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Tutti gli inquilini con redditi ridotti con contratti di locazione abitativi regolamentati dalla legge 431/98 (compresi quelli a canone libero o a locazione transitoria, per intendersi), hanno diritto di chiedere i contributi statali previsti dal fondo nazionale di sostegno per l’accesso alle abitazioni in locazione.

Essi consistono in un contributo annuo fino a 3.098,74 euro (in caso di reddito annuo fino a due pensioni minime Inps e quando il canone è pari a almeno il 14% reddito) o a 2.324,06 euro (in caso di reddito annuo non oltre quello per l’assegnazione case popolari, come stabilito dalle norme regionali, e quando il canone è pari a almeno il 24% reddito).
Fonte: Il Sole 24 ore
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La crisi dei mutui subprime assume un nuovo risvolto legale. L’Fbi ha annunciato di star indagando su 14 istituzioni finanziarie in relazione alla vendita dei mutui subprime e alla loro cartolarizzazione.

L’ipotesi è che siano stati concessi mutui subprime pur in assenza di valide garanzie reddituali e che in seguito questi mutui siano stati collocati sul mercato senza che se ne rivelasse il vero livello di rischio. Di qui l’ipotesi di frode.
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