servizio idrico

Vietato affiggere i nomi dei condomini in debito

20110718_debitoriVietato affiggere i nomi dei condomini in debito: condannato amministratore

L’amministratore che espone il nome di un condòmino moroso è responsabile per il reato di diffamazione. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, che ha condannato il responsabile di una struttura di Messina per aver pubblicizzato le generalità di un residente in arretrato coi pagamenti.

La controversia, nello specifico, era sorta in seguito all’affissione nell’atrio condominiale, avvenuta nel settembre del 2007, di una notifica con minaccia di slacciamento del servizio idrico, successiva al continuo indebitamento degli inquilini elencati nel foglio appeso.

‘Gaia’ inseguita dai creditori Rischia un clamoroso naufragio

Gaia, è allarme rosso. Questa volta a mettere a repentaglio la tranquillità della Spa, che di tranquillo sembra avere solo il nome, non sono i tumulti dei cittadini inferociti contro bollette alle stelle, ma i fornitori le cui fatture da tempo non vengono onorate. Da qui un irrigidimento delle banche che, se ancora non hanno chiuso i rubinetti, non sembrano però più così disposte a fare credito a quello che sembra stia diventando un pozzo senza fondo.

E quindi via ai primi decreti ingiuntivi da parte dei fornitori privati che non intendono lavorare per la gloria. Ingiunzioni ancora contenute che non fanno presuporre il rischio di un fallimento, ma che la dicono lunga su un futuro che non si prospetta rose e fiori. Così l’allarme rosso di Gaia ‘poco gaia’ è stato rigirato ai soci, quei Comuni che nel giro di due mesi dovranno coprire buchi e conti in rosso con 18 milioni di euro. Per quanto riguarda Carrara, secondo socio di maggioranza dopo Viareggio (il Comune versiliese ha il 18 per cento, il nostro il 15) dovrà corrispondere circa 3 milioni per evitare il baratro.