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Erogazioni del mutuo scese del 42%

mutuo-casaIl dato ormai a tutti noto è che le nuove erogazioni di mutuo sono scese del 42% rispetto all’anno 2011. Colpa della recessione? Non proprio. Il ministero dell’Economia ha vietato la vendita dei mutui nelle agenzie immobiliari, le banche non autorizzano la distribuzione dei loro mutui ai consulenti creditizi specializzati e non incentivano i siti online. E tutti continuano a dire che la domanda è bloccata e che è colpa della crisi

Piano famiglia e fondo solidarietà le differenze

2012-11-euro-0Sempre più famiglie rischiano a causa di eventi endogeni imprevisti, come un peggioramento delle condizioni lavorative o di salute, subentrati dopo la stipula contrattuale di non poter più sostenere le rate del mutuo. Per questa ragione l’Abi insieme a 13 associazioni dei consumatori ha rinnovato per la quinta volta il “Piano per le famiglie” che consente a tutti i nuclei in difficoltà di richiedere la sospensione del pagamento della rata del mutuo entro il 31 marzo .

Francesca Biagiotti denuncia l’ennesimo privilegio per i politici

L’inchiesta è di Francesca Biagiotti della trasmissione Piazza Pulita. La vicenda svelata dal deputato Francesco Barbato che si presenta nella banca del Senato, Bnl,  con una telecamera nascosta.

Euribor a 3 mesi a 0,98%, è minimo

Il tasso Euribor a tre mesi oggi e’ in calo per la 26/ma seduta consecutiva, segnando un nuovo minimo storico allo 0,98% dallo 0,99% di ieri.

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Lo scrive la Bloomberg citando la European Banking Federation.

Fonte:  Ansa

Banche: spread +40% in sei mesi

Durante questi ultimi mesi sia l’euribor che l’irs, gli indici con i quali si determinano i saggi d’interesse sui mutui (a tasso variabile e a tasso fisso), sono calati sensibilmente. Ciononostante i tassi sui mutui casa non sono scesi con la stessa rapidità. questo per via degli spread (la parte di guadagno che le banche si assegnano) aumentati del 40% da giugno ad oggi.

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Dal primo gennaio di quest’anno i consumatori possono scegliere di agganciare i loro mutui, oltre che all’euribor, al tasso bce (in genere più stabile). Ma ai livelli bce si applicano maggiorazioni che vanno ben oltre l’1% e talvolta, come nel caso di alcuni istituti di credito, anche oltre il 2%.

Ue, allarme recessione. La Bce taglia i tassi al 3,25%

La Banca centrale europea ha tagliato i tassi di interesse di mezzo punto, portandoli al 3,25%, al minimo dall’ottobre 2006. Lo ha deciso oggi il Consiglio direttivo dell’istituto centrale a Francoforte. La decisione era ampiamente attesa dal mercato.

Il tasso sui depositi scende quindi al 2,75% e quello marginale al 3,75%.
Alla luce della decisione odierna della Bce di ridurre i tassi di riferimento di mezzo punto, al 3,25%, scende al 2,25% il differenziale fra il costo del denaro negli Stati Uniti e quello nell’ Eurozona. Il tasso sui Fed Funds è infatti attualmente pari all’1%.

Euribor 3mesi: undicesimo calo di seguito al 4,918%

Undicesima seduta consecutiva di ribasso per l’Euribor a tre mesi, fissato oggi a 4,918% (4,921% nella vigilia).

Quello a un mese ha registrato un piccolo ritocco all’insu’, a 4,607% (4,605%), mentre quello a sei mesi e’ sceso al 4,973% (4,992%). Attualmente il tasso di riferimento, quello a tre mesi, si colloca sui minimi da inizio giugno.

Un’informazione pericolosa…

In questi giorni di grave crisi finanziaria, ho riflettuto molto sul fatto di come la comunicazione e i mass media in generale abbiano un potere così enorme da poter anche incidere in positivo o in negativo sugli effetti futuri di questo terremoto, da molti considerato più forte anche di quello disastroso del ‘29.
In un’economia integrata come quella di oggi ciò che accade in un luogo può avere effetti dirompenti su tutto il pianeta. Ma non solo, in un contesto del genere diventano fondamentali le attese delle imprese e delle famiglie, perché – come sostengono alcuni teorici delle aspettative razionali – sono proprio gli operatori che, attraverso il loro comportamento conseguente ad una certa aspettativa riguardo un evento futuro, provocano il verificarsi dell’evento economico che essi stessi si aspettavano.

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E purtroppo molte di queste aspettative si formano attraverso i canali di informazione. Se quindi questi canali sono tutti a senso unico, e oltretutto non forniscono una completa informazione, si possono verificare anche distorsioni, in alcuni casi anche dannose.
Cerco di spiegarmi meglio. Lo tswnami sui mercati finanziari di questi giorni ha prodotto, tra le tante conseguenze, anche quello di alzare l’Euribor, che tra le tante cose è il parametro sui cui si calcolano le rate dei mutui a tasso variabile.
Grazie ad una non completa informazione giornalistica, si è cercato di far passare in questi giorni nell’opinione pubblica la convinzione che tutti i possessori di mutui o tutti coloro che in questo momento ne avessero appena acceso uno, avrebbero pagato a caro prezzo questa crisi, con rate più pesanti, proprio perché l’Euribor (di qualunque scadenza) aveva raggiunto il massimo storico.

La distorsione dov’è? L’incompiutezza della notizia sta nel fatto che è vera solo parzialmente. Innanzitutto è vera soltanto per i mutui in corso o appena accesi a tasso variabile.

Mutui: rinegoziazione, surroga o sostituzione

In questo periodo di crisi economica, i mutui sono una vera rovina per milioni di famiglie. Tra tassi fissi, agevolati, rate e altre amenità varie è veramente difficile riuscire a scegliere una formula che sia conveniente per il nostro caso.

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Grazie ad una scheda pratica creata dall’Aduc, cerca di fare chiarezza individuando le varie soluzioni che possono fare al caso specifico di ogni risparmiatore, i vantaggi, gli svantaggi e le relative implicazioni che ne conseguono.

Tre strade possibili per trasformare il mutuo

I procedimenti attraverso i quali può attuarsi la “sostituzione” del mutuo sono tre:

1- quello della rinegoziazione delle condizioni e del tasso con la stessa banca, senza che sussistano impedimenti giuridici per passare da un mutuo a rata fissa e tasso variabile ad uno a tasso fisso o a tasso
variabile non a rata costante.

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La banca non può addebitare oneri o spese per la rinegoziazione, che può avvenire per legge con scrittura privata non autenticata. Ma qualche banca richiede l’atto ricevuto o autenticato da notaio, per la rinegoziazione, alla quale peraltro la banca non è obbligata (salvo che per
la rinegoziazione della penale di estinzione, secondo l’accordo siglato dall’Associazione bancaria italiana -
Abi).