Il nome deriva da un uso tipicamente toscano: quello di attribuirsi a vicenda dei sopranomi fantasiosi da ragazzini. Così Pelle e Banana, sopranomi di due amici d’infanzia, è diventato l’intestazione di un originale studio di architettura di interni ricavato in un piccolo magazzino nel centro storico di Carrara e gestito da .

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Alle spalle studi di medicina interrotti per fare diventare un vero lavoro quello che fino a qualche anno fa era stato un amore coltivato come hobby: la realizzazione di oggetti e rigorosamente fatti a mano, quasi inventandosi tecniche artigianali e di , con una particolare attenzione al e alla trasformazione di materiali e oggetti riportati ad una nuova vita dalle abili mani di un artigiano sui generis, in grado di intravvedere forme e usi originali di oggetti dimenticati, che passano così dalla cantina al soggiorno di casa, o inventare impieghi innovativi per i materiali.

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Una delle caratteristiche di Pelle e Banana infatti è che qui si trovano oggetti molto particolari: vecchi girarosti e rubinetti d’epoca in ottone che sono diventati lampade,

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tavoli con struttura metallica e piano in osb trattato con cere e oli naturali, lavabo in legno, oppure una collezione di mobili realizzata con le doghe curve ricavate da vecchie botti in rovere, che Fabio cerca con pazienza nelle fattorie in campagna.

Articolo di Paola Pianzola