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Vietato affiggere i nomi dei condomini in debito

20110718_debitoriVietato affiggere i nomi dei condomini in debito: condannato amministratore

L’amministratore che espone il nome di un condòmino moroso è responsabile per il reato di diffamazione. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, che ha condannato il responsabile di una struttura di Messina per aver pubblicizzato le generalità di un residente in arretrato coi pagamenti.

La controversia, nello specifico, era sorta in seguito all’affissione nell’atrio condominiale, avvenuta nel settembre del 2007, di una notifica con minaccia di slacciamento del servizio idrico, successiva al continuo indebitamento degli inquilini elencati nel foglio appeso.

Cassazione: Videosorveglianza nei condomini? E’ lecita

Corte di Cassazione, Sentenza n. 44156/2008
La Quinta Sezione Civile della Corte di Cassazione (Sent. n. 44156/2008) ha stabilito che è lecita la videosorveglianza nei condomini e ciò anche se è a discapito della privacy.

Nel caso di specie, la Corte ha infatti osservato che “non era certamente volontà dell’imputato, che secondo le stesse sentenze di merito aveva installato l’impianto solo per ragioni di sicurezza esterne, riprenderne anche aspetti della vita privata dei suoi vicini all’interno della loro casa:

Privacy: telecamere nei condomini? occorre una regolamentazione chiara

Il Garante per la protezione dei dati personali ha reso noto di aver segnalato al Parlamento e al Governo l’opportunità di valutare l’adozione di una disciplina che regoli specificamente alcuni aspetti relativi al trattamento dei dati personali determinati dall’installazione di impianti di videosorveglianza nei condomini, materia allo stato non disciplinata specificamente.

telecamera-videosorveglianza

L’Autorità ha evidenziato che il problema, posto da interi condomini, è relativo all’installazione di tali impianti in aree comuni. Dall’esame di tale problematica è emersa l’esistenza di due interessi contrapposti: da un lato l’esigenza di sicurezza delle persone e di tutela di beni comuni e, dall’altro, la preoccupazione dei singoli che gli impianti di videosorveglianza possano incidere sulla libertà di muoversi, senza essere controllati, nel proprio domicilio e all’interno delle aree comuni.