settore immobiliare

Opportunità e i vantaggi del mercato della riqualificazione immobiliare

Il 98% degli edifici che saranno presenti tra 50 anni sono già stati costruiti. Si stima che le nuove costruzioni costituiranno solo il 2% sul volume totale del costruito. Ogni anno, la cementificazione divora milioni di ettari di territorio, solamente considerando i dati relativi alla maggior parte delle regioni italiane. Senza considerare la significativa fetta del patrimonio esistente costituita da edifici storici che, ovviamente, vanno tutelati da interventi di riqualificazione. Sono queste le informazioni da cui parte REbuild, la convention nazionale dedicata alla riqualificazione e gestione sostenibile dei patrimoni immobiliari che si terrà dal 17 al 19 settembre a Riva del Garda, per dimostrare la crescente necessità di sviluppare un nuovo futuro per la filiera delle costruzioni. Si tratta di opportunità reali che possono da un lato aiutare il settore immobiliare a uscire dall’attuale situazione di stagnazione e, dall’altro, istituire buone prassi dedicate a garantire un miglior comfort ambientale.

Usa: immobiliare in ripresa?

“Il settore immobiliare americano dà segnali di progressivo miglioramento”. Le parole del presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, lo scorso luglio in Congresso per il consueto rapporto semestrale, sono state una boccata d’ossigeno per chi osserva da vicino l’economia americana, per chi ha vissuto la crisi di quattro anni fa (iniziata proprio dal collasso del mercato dei mutui e dal conseguente crollo dei prezzi e del valore degli immobili) e per chi ne sta ancora pagando le conseguenze. Ma non è ancora il momento di tirare i remi in barca, ha avvertito il numero uno della Banca Centrale americana: “l’immobiliare non sta dando l’apporto alla ripresa che solitamente dà dopo periodi di recessione come quello da cui gli Stati Uniti sono usciti” e risente del più generale quadro dell’economia americana (la crescita è lenta, +1,5 per cento il dato preliminare secondo trimestre, il tasso di disoccupazione è alto, 8,3 per cento in luglio, e i consumi rallentano, +1,5 per cento in aprile-giugno dal 2,4 per cento dei primi tre mesi dell’anno).

Imu spinge le vendite di case storiche

Negli ultimi giorni, sul quotidiano economico finanziario Il Sole 24 Ore, è comparsa una interessante intervista a Lodovico Pignatti Morano, operatore nel settore immobiliare attravers la sede milanese di Soheby’s International Realty. Un’intervista nella quale si fa il punto sull’evoluzione di un settore apparentemente trascurato – quello delle dimore storiche – che potrebbe invece presto conoscere un nuovo e inatteso boom.

Mercato Immobiliare: IV trimestre 2011

E’ stata presentata il 15 marzo 2012 la Nota sull’andamento del mercato immobiliare nel IV trimestre del 2011, con la sintesi annua, a cura dell’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia del Territorio.

Mutui: -18% nel terzo trimestre 2011

Il mattone continua a scontare gli effetti della crisi economica e della pressione fiscale che ha nella casa una delle sue vittime preferite. Secondo i dati Istat più recenti, diffusi oggi, il terzo trimestre 2011 ha segnato un tonfo dei mutui accesi per l’acquisto di immobili rispetto allo stesso trimestre del 2010.

Crisi, crescono gli affitti casa

Con la crisi economica e con quella immobiliare, gli affitti segnano invece un’impennata in Italia. Il gruppo di franchising ‘Solo Affitti’ registra un trend positivo: a fine 2009 il fatturato si attestera’ sui 3,2 milioni (+10% rispetto al 2008).

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Anche nel 2010 si prevede un incremento del 10% e nel 2011 +15%. Secondo il gruppo ”il settore immobiliare che riguarda gli affitti non ha risentito della crisi”.

Fonte: Ansa

Affondano le speranze di un immediato recupero del mattone u.s.a.

Le speranze di una ripresa del tribolato mercato statunitense sembrano momentaneamente congelate dopo la pubblicazione di una inattesa e brusca caduta delle vendite immobiliari nel mese di maggio (-4,7%).

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l’indice dell’associazione nazionale di agenti immobiliari (nar), che rileva il numero di compromessi tra acquirenti e venditori è sceso dell’88,9% ad aprile e dell’84,7% a maggio.