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Approvato il piano casa in Campania

Il Consiglio Regionale della Campania, con 35 voti favorevoli, sei contrari e tre astenuti, ha approvato il “Piano Casa”.
Il provvedimento approvato, in deroga agli strumenti urbanistici vigenti, consente l’ampliamento (fino al 20% della volumetria esistente) degli edifici residenziali unifamiliari e bifamiliari e, comunque, di volumetria non superiore ai 1000 metri cubi e composti da non più di due piani fuori terra.

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Per gli interventi di demolizione e ricostruzione di edifici residenziali l’incremento potrà arrivare fino al 35% della volumetria esistente.
Gli ampliamenti non potranno riguardare gli immobili realizzati in difformità del titolo abitativo, collocati all’interno delle aree a rischio idrogeologico e pericolosità geomorfologia elevata o molto elevata, nella zona ‘rossa’ a rischio Vesuvio ex legge regionale 21/2003, negli immobili di valore storico, culturale e architettonico, nelle aree di inedificabilità assoluta ai sensi delle leggi nazionali e regionali.

Formigoni: il 7 luglio approveremo la nostra legge sul “piano casa”

‘Il 7 luglio approveremo la nostra legge’ sul piano casa, annuncia Formigoni. ‘Ci aspettiamo un intervento dai 6-7 miliardi di euro’.

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‘Capace di generare – aggiunge il governatore della Lombardia – 30.000 nuovi posti di lavoro’. Si potranno ampliare mono e bifamiliari del 20%’, tagliando fuori i ‘centri storici e le zone sottoposte a vincoli ambientali’.

Piano Casa: Trovata l’intesa con le Regioni

Dopo lunghe trattative si è concluso nella tarda serata di martedì 31 marzo, nella sede del ministero per i Rapporti con le Regioni, l’accordo tra Stato e regioni sul piano casa.
Il Consiglio dei Ministri del 1° aprile ha definito le linee su cui si muoverà l’intervento congiunto dello Stato, delle Regioni e dei Comuni sul piano-casa.

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L’intesa prevede che le Regioni approvino, nel termine di tre mesi, proprie leggi per disciplinare interventi volti a migliorare la qualità architettonica ed il risparmio energetico.

Tali normative, per edifici residenziali uni-bifamiliari o comunque di cubatura non superiore a 1000 metri, potranno consentire aumenti di volumetria entro il limite del 20% dell’esistente.