Dopo lunghe trattative si è concluso nella tarda serata di martedì 31 marzo, nella sede del ministero per i Rapporti con le Regioni, l’accordo tra Stato e regioni sul .
Il Consiglio dei Ministri del 1° aprile ha definito le linee su cui si muoverà l’intervento congiunto dello Stato, delle Regioni e dei Comuni sul piano-casa.

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L’intesa prevede che le Regioni approvino, nel termine di tre mesi, proprie leggi per disciplinare interventi volti a migliorare la qualità architettonica ed il risparmio .

Tali normative, per edifici residenziali uni- o comunque di cubatura non superiore a 1000 metri, potranno consentire aumenti di volumetria entro il limite del 20% dell’esistente.Le leggi regionali disciplineranno anche gli interventi straordinari di demolizione e ricostruzione, con per edifici a destinazione residenziale entro il limite del 35% della volumetria esistente, in caso di utilizzo di tecniche costruttive particolarmente efficaci dal punto di vista energetico-ambientale.
Saranno esclusi da questi interventi tutti gli edifici abusivi ed i centri storici, nonché altre aree che le Regioni riterranno opportuno rendere inalterabili.
Il Governo varerà un decreto-legge con l’obiettivo di semplificare alcune procedure di competenza esclusiva dello Stato per rendere più rapida ed efficace l’azione amministrativa di disciplina dell’attività edilizia.
Le misure del provvedimento dovrebbero riguardare:

*  la previsione di un termine certo per il rilascio delle autorizzazioni e dei permessi;
*  la disciplina di rilascio dell’autorizzazione paesaggistica;
*  la semplificazione delle procedure di valutazione ambientale strategica (VAS);
*  la fissazione dei principi fondamentali in materia di misure di perequazione e compensazione urbanistica

Fonte: Biblus-net