Ai tempi della crisi anche il mercato immobiliare delle case per le vacanze si trasforma. Affitti per periodi ridotti, una-due settimane al massimo, pochi i soggiorni mensili e tanti “”: queste le richieste dei clienti, che costringono le agenzie a rivedere strategie posti più gettonati la costa amalfitana con l'immobiliare a Napoli e a Salerno in primis. E prezzi. E chi non si adegua, rischia di più.

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Partiamo da qui. A Marina, in agosto, si può affittare un appartamento con quattro posti letto anche a 5-600 euro a settimana. Quindici giorni: 1.000-1.100 euro. A Ronchi i prezzi salgono di qualche centinaia di euro: si passa dai 7-800 euro per una settimana ai 1.200-1.500 euro per quindici giorni.Aldilà della zona, su cui incide la disponibilità economica degli affittuari, sono queste le soluzioni più frequenti, in linea con una tendenza riscontrata negli ultimi due-tre anni: «Non si affitta più per la stagione intera», spiega Sante Ceccarelli dell’agenzia di Ronchi, «dobbiamo adattarci ai cambiamenti e andare incontro alle esigenze della gente. Quest’anno abbiamo anche abbassato i prezzi, ma luglio non è andato benissimo».
Come Ceccarelli, molte altre agenzie lamentano soggiorni sempre più brevi e un calo piuttosto rilevante di prenotazioni.

«Molte agenzie stanno sedute ad aspettare che il cliente arrivi e si prenda ciò di cui ha bisogno», chiosa Fabrizio Zanetti, titolare dell’agenzia , «il cliente invece te lo devi andare a cercare, mandargli proposte, fargli sapere che ci sei». Se si considera che oggi molti (soprattutto giovani, ma non solo) si costruiscono vacanze ad hoc direttamente da casa, navigando in Internet e assemblando soggiorno, noleggio auto, itinerari e quant’altro, appare evidente che l’idea di mettersi su web è azzeccata. «Abbiamo avuto un riscontro enorme su Internet», prosegue Zanetti, «abbiamo contatti con Brescia, Parma, Prato, Pistoia: tempestiamo di e-mail i clienti, proponiamo mille soluzioni, ma poi i risultati si vedono».

D’altra parte, sono soprattutto le piccole agenzie a non reggere il peso della crisi. Chi ha poche case, magari “in comune” con altre agenzie, o chi preferisce non affittare un appartamento per una settimana (per timore di danni dovuti a cambiamenti troppo frequenti), resta fuori dai giochi. Aspettando l’arrivo in massa di clienti che forse, con i venti di crisi che tirano, mai arriveranno.

Fonte: Il Tirreno