Non chiamatele : saranno «alloggi ad » (comunque destinati alle fasce più deboli). E, soprattutto, saranno biocompatibili e a risparmio energetico. Sono i 35 appartamenti che nasceranno nella zona dell’ex mattatoio. Accanto ad essi, anche un centro per anziani, un asilo nido, negozi e una piazza. Il progetto ha avuto ieri un’accelerazione con il via libera della giunta alla richiesta di finanziamenti alla Regione.

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Finanziamenti pesanti: 7,1 milioni di euro circa che Comune ed Erp (l’ente per l’edilizia residenziale pubblica è partner di questo progetto) contano di avere da Firenze già entro l’anno o, alla peggio, all’inizio del 2010. E che andranno ad aggiungersi ai finanziamenti legati al (25 milioni complessivi), ossia ai Piani di sviluppo integrato di cui il recupero dell’ex Mattatoio fa parte.

A poche centinaia di metri dal centro cittadino e affacciato sul Frigido, l’ex mattatoio comunale è oggi una zona in degrado, in parte occupato dalle strutture del vecchio macello – che verranno mantenute – in parte da capannoni che ospitano magazzini comunali (che saranno, invece, abbattuti). A loro posto dovrebbero sorgere un centro per anziani con spazi per laboratori artigianali, per l’Università della terza età a spazi di carattere ricreativo. E un asilo nido, per far fronte alla carenza di posti per la «scuola» dei più piccoli di cui la città soffre storicamente (oltre 200 i bambini in lista di attesa per entrare in un nido comunale). Previsti, inoltre, una piazza e zone destinate a negozi e altre attività commerciali. Ma la parte più consistente dell’intervento è quella della costruzione dei 35 alloggi, attraverso il recupero e la riqualificazione delle strutture esistenti. Per questo, Comune ed Erp hanno iniziato la caccia ai finanziamenti messi a disposizione per l’edilizia a canone agevolato, con la partecipazione al bando indetto dalla Regione a cui la giunta ha dato ieri il via libera.

Tra gli aspetti più innovativi del progetto c’è quello della eco-sostenibilità. Una novità, in una città dove di se ne vedono ben pochi (soprattutto negli edifici pubblici).
Spiega Martina Nardi, vicesindaca con delega all’Edilizia: «In accordo con l’Erp, con cui lavoriamo in sinergia, abbiamo deciso di affidare a Bioarchitettura, la sezione dell’Ordine degli architetti che si occupa di architettura sostenibile, il compito di redigere un progetto “verde”. Il risultato è un progetto tutto puntato sul recupero e la riqualificazione, autosufficiente dal punto di vista energetico. Gli edifici avranno una copertura di pannelli fotovoltaici; per la ristrutturazione e la costruzione saranno impiegati materiali come la bio-calce o il legno a basso impatto ambientale; saranno adottati tutti gli accorgimenti in grado di migliorare le performance bioclimatiche delle strutture. È previsto, inoltre, un sistema di recupero delle acque utilizzate negli impianti».

Fonte: Il Tirreno