CARO MATTONE: per chi può resta sempre l’investimento più sicuro. Ma nella nostra zona il piatto piange: il mancato accesso al credito determina il crollo del mercato immobiliare e, con gli alle stelle la casa, per tanti apuani, resta un miraggio. «I giovani che vogliono investire mettere su casa — spiega il ragioniere Federico Sabatini, titolare dell’Euroimmobiliare Stazione — sono tagliati fuori.

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I prezzi della case non scendono e per una giovane coppia è difficile partire da zero con 200 mila euro da pagare. Un po’ di movimento nelle vendite si registra per cambio di proprietà finalizzato a miglioramenti abitativi. Non va meglio per gli affitti, che superano ormai i 600 euro mensili. C’è un po’ di movimento in estate, con i vacanzieri. Per il resto dell’anno, la maggior parte degli immobili resta sfitta perché la gente non può accollarsi canoni mensili a quelle cifre».Insomma, la crisi c’è, anche se i costi degli immobili non sono variati rispetto a un paio di anni fa. «I prezzi sono stabili — ci dicono all’agenzia Immobiliare Radicchi —. Dopo l’impennata nel passaggio dalla lira all’euro, si sono fermati. Le offerte non mancano, sono le richieste a non corrispondere. La gente chiama, chiede informazioni, ma poi rinuncia perché si aspetta prezzi più bassi. Il budget di cui dispone, in genere, è di 100-200 mila euro e per questa zona, non basta». Pochissimi affari, quindi: «Anche il mercato degli è in diminuzione — spiegano —. La gente è in difficoltà e non può permettersi di pagare 600-700 euro al mese. Sono prezzi troppo alti per una realtà depressa come la nostra». Chi è intenzionato ad acquistare, aspetta che il del mattone scenda, ma da quanto emerge a livello locale, non c’è alcun segnale positivo. E molte case restano invendute.

ADDIRITTURA, ci sono proprietari che passano all’affitto temporaneo di appartamenti che non riescono a vendere. «Non ci sono segnali di ripresa — commenta Andrea Barotti dell’omonima agenzia di via Aurelia — . Pur essendo la casa un bene di prima necessità non c’è movimento nelle vendite. I prezzi sono stabili ma, al momento della compravendita, si realizza il 20% o 30% in meno. Ho diversi casi di proprietari che non hanno venduto e cercano di affittare in forme transitorie, aspettando il momento buono. In questo periodo, dopo l’estate, è più facile trovare case in affitto ma si fatica. Fino a 500 euro ci si arriva, ma oltre quella cifra, cominciano a pesare troppo sul bilancio della famiglia.

Non voglio essere pessimista, anche se qualcuno sostiene che il peggio deve ancora arrivare. Altro dramma tutto apuano è l’impossibilità dell’accesso al credito. Tanti giovani, intenzionati ad acquistare la prima casa, sono costretti a rinunciare perché le banche hanno ridotto il credito. Ciò blocca le vendite e per noi significa il crollo del mercato». Ma c’è chi non bada a spese: «Abbiamo molte richieste di ville in affitto — osserva il ragionier Barotti — al prezzo di 1500-1800 euro mensili. Clienti del posto e anche da fuori. La crisi economica ha penalizzato il ceto medio, quello che comunque era determinante per l’economia». Insomma, di segnali di ripresa neanche l’ombra.

Articolo di ANGELA M. FRUZZETTI – La Nazione