Diritto Immobiliare

Liti condominiali: il 20 marzo scatterà l’obbligo del tentativo di conciliazione

Liti condominiali: a pochi giorni dalla data di attivazione, fissata per il 20 marzo prossimo, pur la grande diffusione da parte dei mezzi di comunicazione, la notizia sembra non stimolare più di tanto gli italiani. Eppure, l’argomento è dei più controversi: le liti condominiali, di cui si è occupato il decreto legislativo 4 marzo 2010, nr. 28, recante Attuazione dell’articolo 60 della legge 18 giugno 2009, n.69, in materia di mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali (articolo 5, comma 1) e dal decreto ministeriale 180.

Guida aggiornata dell’Agenzia delle Entrate sulle agevolazioni fiscali per le opere di riqualificazione edilizia

Nella realizzazione di interventi di ristrutturazione edilizia è possibile usufruire di alcune agevolazioni fiscali, tra cui:

Vendita e locazione: in Lombardia obbligo di inserire la certificazione energetica negli avvisi

Obbligo Certificazione Energetica edifici sugli avvisi di Vendita e Locazione in Lombardia

Nuova disposizione da parte della Regione Lombardia che rende obbligatorio segnalare la certificazione energetica negli annunci commerciali relativi a vendite o locazioni. Una novità che ha portato scompiglio nel mondo immobiliare lombardo perchè non è di certo facile per un’agenzia immobiliare venire in possesso di un documento spesso assente tra quelli che caratterizzano un immobile. 

Agevolazioni per l’acquisto della prima casa: chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

Con la Circolare n. 31 del 7 giugno 2007 l’Agenzia delle Entrate ha fornito nuovi chiarimenti sulle agevolazioni previste per l’acquisto della prima casa. Nella circolare in questione l’amministrazione finanziaria esamina tre situazioni in particolare:


1. trattamento fiscale delle pertinenze destinate a servizio di case di abitazione acquisite senza fruire delle agevolazioni “prima casa” (immobile acquistato prima che fossero istituite le agevolazioni “prima casa” o acquistato allo stato “rustico”)

DAL 2010 PIU’ COSTOSE – LE CAUSE DI CONDOMINIO E LOCAZIONE

Dal 2010 si aggraveranno le spese giudiziarie per le cause di impugnativa di delibere condominiali e di locazione (esclusi i procedimenti speciali). Con la Finanziaria 2009, infatti, viene abolito il contributo fisso (pari a 103,30 euro) finora previsto per queste materie indipendentemente dal valore della causa, con ciò determinando l’applicazione per esse degli ordinari contributi per scaglioni di valore (fino ad un massimo di 1.110 euro).

Lo segnala la Confedilizia, sottolineando i riflessi di carattere sociale che tali aumenti comporteranno in due materie delicate che interessano da vicino le famiglie.
Nei giudizi di impugnazione di deliberazioni delle assemblee condominiali, ad esempio, in cui non si contesti la legittimità di una certa spesa deliberata dall’assemblea (es.: contestazione del diritto di un determinato uso di parti condominiali), si dovrebbe applicare il contributo nella misura di 340 euro e, quindi, con un carico più che triplo per la proprietà. Qualora, invece, si tratti di contestazione di precise somme richieste dall’amministrazione condominiale, l’aggravamento di costi sarà comunque rilevante ma determinato in relazione alla somma contestata.

ADUSBEF: Class Action sui mutui

Adusbef ha promosso una class action pilota contro Unicredit e Bankitalia sulle modalita’ di calcolo degli interessi sui mutui. La class action e’ stata lanciata ‘sia per ottenere il rimborso dei danni causati alla generalita’ dei consumatori,che per far cessare comportamenti fraudolenti gia’ condannati in Tribunale’.

Lo dice l’associazione de consumatori in una nota secondo cui ‘dal rimborso alla francese (interessi prima del capitale) le banche lucrano circa l’1,20% di interessi’.
Fonte: Ansa

Detrazione 55% – Agenzia delle Entrate la guida aggiornata

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la nuova guida “Le agevolazioni fiscali per il risparmio energetico”.
Il vademecum predisposto dall’amministrazione fiscale sulla Detrazione Irpef del 55% delle spese sostenute per la riqualificazione energetica degli edifici è stato aggiornato con le novità introdotte dal D.L. 185/2008 e, più recentemente, dal D.M. 6 agosto 2009, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 224 del 26 settembre scorso.

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Ricordiamo, infine, che la recente modifica del comma 24 dell’art. 1 della Legge Finanziaria 2008 ha soppresso l’obbligo di redazione dell’attestato di certificazione energetica per usufruire delle detrazioni del 55% “per interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione e contestuale messa a punto del sistema di distribuzione”.

L’esonero a voce dalle visure salva il notaio dalla responsabilità

D’ora in avanti responsabilità limitata dei notai sulle visure catastali. Anche l’esonero a voce del cliente salva il professionista da un eventuale risarcimento in caso di problemi sull’immobile.

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Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 25270 del 1 dicembre 2009, ha respinto il ricorso di una società che aveva dispensato a voce il notaio chiedendo espressamente di non fare le visure sull’immobile oggetto della compravendita per motivi di urgenza.

Fonte: Collegio Geometri Ms

Attestato di certificazione energetica: la sua assenza legittima la risoluzione del contratto e il risarcimento danni

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Il tanto discusso attestato di certificazione energetica (ACE) dell’immobile è diventato obbligatorio dal 1° luglio e deve essere consegnato ai compratori dai venditori di immobili al momento del rogito o anche, previo accordo tra le parti, in un momento successivo.

Nuda Proprietà e Usufrutto

L’Agenzia delle Entrate (Risoluzione 188/E del 20 luglio) ha chiarito che nel calcolo della plusvalenza, al fine di individuare il valore della nuda proprietà e dell’usufrutto, si applicano al prezzo di vendita i rispettivi coefficienti, mentre per individuare il giorno a partire da cui scattano i cinque anni si deve tener  conto del periodo di tempo che intercorre tra la data di acquisto e la data di rivendita in riferimento alla nuda proprietà e all’usufrutto separatamente.

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Stesso criterio deve essere utilizzato, precisa l’Agenzia, per verificare se l’immobile è stato adibito ad abitazione principale (del cedente o dei suoi familiari) per la maggior parte del tempo trascorso tra l’acquisto e la cessione, condizione, questa, il cui verificarsi esclude comunque la realizzazione di plusvalenza tassabile.