“All’inizio ci sono stati molti mugugni, mettere tutti d’accordo non è stato semplice, ma ora, a parte i soliti incontentabili, sento soprattutto commenti soddisfatti”. 

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Difficile non credere a quanto racconta Corrado Balocco, titolare di una piccola società che gestisce l’amministrazione di circa 50 condomini della provincia di .

Nel 2002 Balocco ha convinto le dieci famiglie che abitano una delle palazzine poste sotto la sua responsabilità ad aderire alla campagna “Generazione clima” lanciata dal e modernizzare l’impianto di riscaldamento, puntando sull’. Così nello stabile di via Piramide 3, a Narzole, il vecchio è stato eliminato; al suo posto sono stati installati una moderna caldaia a condensazione e una serie di contatori di calore per effettuare l’esatta misurazione e contabilizzazione dell’energia termica consumata dall’edificio.

Inoltre, ogni radiatore dei dieci appartamenti, è stato dotato di valvole termostatiche per tenere sotto controllo la temperatura, locale per locale, e ripartire i costi del riscaldamento equamente. Un’operazione costata un investimento complessivo di 44.929 euro che ha dato risultati sorprendenti. “Prima della sostituzione, attualizzando le tariffe ai prezzi attuali, il condominio spendeva 13.600 euro. Nella stagione 2006-2007, grazie anche a un inverno particolarmente mite, il costo è crollato a 4.873 euro, con un risparmio del 64%”.

Prestazioni che dovrebbero garantire ai condomini di rientrare della spesa iniziale già quest’anno. Ma se i vantaggi per il portafoglio sono i più evidenti e i più apprezzati immediatamente, non sono certo gli unici. Rendere più efficiente il riscaldamento di via Piramidi 3 permette anche di abbattere le emissioni di C02 del 52% e di azzerare quelle di anidride solforosa, uno dei principali inquinanti dell’aria, responsabile di diverse patologie dell’apparato respiratorio.

Il Wwf, con “Generazione clima”, sta facendo da anni campagna per mettere in efficienza le case italiane. L’obiettivo è arrivare a un milione di condomini entro il 2020, la strada è ancora lunga.

Fonte: La Repubblica