Devi risolvere ? Opta per la mediazione o . Con la mediazione legale risparmi costi e tempi rispetto ad una causa tradizionale. Se solo l’idea di rivolgerti alla giustizia ti fa rizzare i capelli, se hai delle controversie da risolvere e temi i costi di un avvocato e la lunghezza dei tempi della giustizia, prova la .

astaChe cos’è la conciliazione e a chi può essere utile

La conciliazione è il modo migliore per risolvere le controversie. Si tratta di un procedimento di natura volontaria e non formale in cui le parti scelgono un terzo neutrale professionista esperto in tecniche ADR(Alternative Dispute Resolutino), il Conciliatore, che non è né un giudice, né un arbitro né un mediatore di affari, il quale ha lo scopo di aiutare le parti in lite al raggiungimento di un accordo che sia il più satisfattorio per tutte, anche senza l’assistenza di un professionista.Se le parti raggiungono una soluzione, esse sottoscrivono un accordo che ha valore di contratto. Se, invece, non riescono a comporre il conflitto, esse possono abbandonare il procedimento in qualsiasi momento.

A chi può essere utile il procedimento della conciliazione?

La Conciliazione serve quando tra un’impresa e un consumatore o tra più imprese o tra privati cittadini insorge una controversia riguardante il rapporto commerciale e/o personale tra loro intercorrente; questi, anziché rivolgersi ad un giudice ordinario, possono ricorrere all’intervento di un esperto che aiuta a trovare una soluzione al conflitto.

Per quali tipi di cause si può ricorrere alla conciliazione? Cause di lavoro? Danni fisici? Altro?

Le questioni più frequenti concernono complesse controversie di business, beni immobili, costruzione, lavoro, cause relative ai consumatori, questioni di , , questioni internazionali, questioni inerenti il comparto energetico, proprietari di casa ed inquilini, questioni governative, di negligenza professionale, casi di danno di molte varietà e molti altri tipi di controversie.

Inoltre spesso si ricorre al Conciliatore nel mondo del commercio per aiutare a risolvere contrasti tra lavoratori, tra lavoratori ed i loro supervisori o tra lavoratori ed il management aziendale.

In quest’ultimo caso accade che quando un impiegato che si lamenta di un collega, o di un supervisore, abbia compilato un foglio di richiesta di Conciliazione, la stessa viene ad essere esperita e la società procede o a richiedere l’operato di un Conciliatore professionista esterno, oppure si serve di un conciliatore formato all’interno della stessa azienda richiedendolo al proprio Reparto Risorse Umane.

Per quali motivi conviene la conciliazione?

Perché è facile, rapida ed economica. I vantaggi della conciliazione si possono riassumere come segue: la professionalità del Concilatore; i tempi di soluzione brevi e costi limitati e prevedibili; maggiore comunicazione tra le parti; buona gestione del conflitto; soluzioni costruttive, innovative e creative; cooperazione in funzione collaborativa; l’informalità, l’involontarietà e la riservatezza; il verbale di conciliazione, anche il mancato accordo crea comunque vantaggi. I  vantaggi della conciliazione si estendono on line e in ambito transfrontaliero.

Quali sono i tempi di tale procedimento?

La Conciliazione consente vantaggi in tempo e denaro per chi la sceglie come metodo di risoluzione di una controversia; mentre una causa giudiziaria può protrarsi per anni, nel tentativo di conciliazione passano in media 30 giorni dalla presentazione della domanda all’incontro e si può arrivare alla risoluzione anche in una sola seduta.

Quanto costa mettere in atto il procedimento della conciliazione?

L’unico costo da sostenere è quello per l’onorario del conciliatore e per le spese di segreteria, che sono di importo predeterminato per l’intero procedimento, calcolato in base al valore della lite: dunque niente tasse giudiziarie, perizie, o altri costi addizionali. Il valore della lite è indicato nella domanda di conciliazione; nel caso in cui tale valore sia indeterminato, indeterminabile o vi sia una notevole divergenza tra le parti sulla quantificazione, la Segreteria individua la tariffa da applicare. Le spese della Conciliazione sono di gran lunga inferiori rispetto a quelli di una casa tradizionale vanno dai 40 ai 10.000 euro.

A chi bisogna rivolgersi?

All’ufficio conciliazione della Camere di Commercio o agli Enti privati, accreditati presso il Ministero della Giustizia. La mediazione è svolta da organismi professionali e indipendenti stabilmente destinati all’erogazione del servizio di Conciliazione vigilati dal Ministero della Giustizia che ne detiene un Registro; fermo restando il diritto delle Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura, che hanno costituito propri organismi di Conciliazione ai sensi dell’art.2 della legge 29 dicembre 1993, n.580, ad ottenere l’iscrizione degli stessi nel medesimo registro.

Come si attiva la procedura della conciliazione?

La procedura di conciliazione può attivarsi in base ad una clausola espressamente prevista dalle parti all’interno dell’accordo negoziale che regola i loro rapporti, oppure sulla base di un loro volontario accordo, successivo al momento in cui è sorta tra le stesse una controversia o, infine, anche durante lo svolgimento del processo, qualora previsto.

Il procedimento di conciliazione si può riassumere in un acronimo “SOCS” che vuol dire determinare la “Situazione”, elencare le “Opzioni”; individuare le “Conseguenze” e “Selezione” della migliore opzione.

La Conciliazione stragiudiziale intesa come negoziazione assistita tende al raggiungimento di una soluzione di mutua soddisfazione non solo di diritti e doveri ma degli interessi e bisogni delle parti in lite; la giustizia ha da sempre due volti, l’uno formale e impositivo, l’altro  consensuale ed equitativo.

Pertanto in un tempo di crisi della giustizia tradizionale è auspicabile l’applicazione del metodo della conciliazione stragiudiziale professionale per risolvere qualsiasi tipo di controversia in maniera pacifica e negoziata al di fuori dei tribunali, fermo restando il rigoroso rispetto dei diritti indisponibili e della parte più debole.

Fonte:Donnegeometra