L’urgenza di sostituire le fonti fossili e le politiche che i diversi paesi hanno adottato a sostegno dell’energia solare, sono i moventi dell’attuale diffusione fotovoltaica come sistema di produzione energetica. Conseguenza è l’evoluzione duale tecnologica ed economica che accompagna tali impianti. Per anni il ha avuto un ruolo di nicchia nelle strutture aerospaziali, dove i costi di progettazione ed implementazione non facevano testo se confrontati con i risultati da raggiungere. I dati storici parlano chiaro, solo dieci anni fa un kWh costava quasi dieci volte un kWh prodotto da un impianto termoelettrico con buona efficienza. I programmi di sostegno che Giappone prima, Germania e Spagna poi, hanno adottato sono stati decisivi per la nascita di forti economie di scala su tecnologie fotovoltaiche che sfruttavano il silicio, contemporaneamente al sostegno per la ricerca di nuove forme di conversione. L’anno della svolta commerciale può essere individuato nel 2006, quando il fotovoltaico ha assunto un valore competitivo nei confronti delle fonti fossili.
I dati mostrano un incremento utilizzativo del 39% su scala mondiale nell’ultimo quinquennio tra il 2003 e il 2008, in Italia sostenuto dal Conto Energia italiano. Bisogna però evidenziare che, il bilancio tra costi e benefici di questi impianti deve essere valutato oltre che sull’immediato, soprattutto sul lungo periodo, dove le aspettative sono eccellenti se solo si prende in esempio un arco temporale di dieci anni.
Già solo nel 2005 il costo di investimento medio totale per un kW era di circa 6000 €, mentre nel 2009 si aggirava intorno ai 4000 €/kW; tale dinamica rispecchia un abbassamento di prezzi di produzione dei moduli individuata da diversi fattori:

  1. Riduzione dei costi per la produzione dei moduli in silicio con linee che lavorano materiali fino ad uno spessore di 120 µm e confezionamento integrato
  2. Sviluppo di nuovi materiali 
  3. Riduzione dei costi per i componenti di supporto come inverter, elettronica di controllo, cablaggi
  4. Riduzione dei costi della manodopera specializzata nella fase di costruzione e gestione degli impianti
  5. Il prolungamento della vita utile degli impianti e l’aumento dell’efficienza di cella

A valle di tali elementi, la prospettiva commerciale ha già fissato un traguardo di 1 Euro/W su grandi impianti, obiettivo che sicuramente delizia i consumatori ma nel frattempo spaventa gli imprenditori che hanno puntato sulla fabbricazione di celle soggette ora ad una fortissima concorrenza economica soprattutto se rapportati alle produzione dell’est asiatico.

Discorso da integrare con i costi indiretti che il fotovoltaico comporta, compensati però da quel solare termodinamico che ambisce a coprire quote importanti di domanda con impianti di grande taglia, capaci di immagazzinare energia solare in forma termica anche per diverse ore.
Traspare quindi uno scenario allettante per una fonte con un fortissimo potenziale tecnico sostenibile nel tempo che in pochi hanno ha avuto un tasso di innovazione tecnologica elevato supportato da un sostegno adeguato alle sue potenzialità.

Stefano Favale

Tecnico