Carrara – “Non bastava , ora ci si mette anche l’”: sono furibondi i cittadini che in questi giorni si sono visti recapitare una raccomandata dall’azienda municipalizzata per chiedere il pagamento di di quasi 5 anni. E si sta organizzando un altro comitato, l’ennesimo, per non pagare questa sorta di salasso inatteso piovuto dal cielo, proprio come l’acqua che reclama l’.

gaia

E’ successo che Gaia dopo un lungo iter ha deciso di rinunciare ai vecchi crediti che sono così finiti nella cassaforte dell’azienda diretta dal presidente socialista Gianenrico Spediacci. Ora l’Amia, per questioni di bilancio, ha rispolverato queste bollette definite ‘pazze’ dagli utenti e reclama il saldo in tempi brevi. Sono partite oltre 2500 raccomandate con la richiesta di definire il pagamento nel giro di un mese.Bollette relative a fornitura d’acqua nel periodo antecedente il primo gennaio 2005 quando è entrata in ballo Gaia. “E chi lo dice che devo pagare 200 euro d’acqua per un periodo così lontano nel tempo?”: è la domanda che ci ha rivolto un indiavolato utente che si era visto recapitare la raccomandata. “E se io avessi già pagato, non posso mica custodire le bollette di cinque anni fa?”.

Un caso spinoso che si aggiunge al già surriscaldato fronte dell’acqua. Comunque, tanto per restare in tema, il presidente di Amia Spediacci getta… acqua sul fuoco: “Noi siamo disponibili e collaborativi. Nessuna imposizione, abbiamo semplicemente inviato a casa le bollette che a noi non risultano pagate. Se poi ci sono problemi, contestazioni, siamo qui pronti a discuterne. Gli utenti possono tranquillamente rivolgersi al sottoscritto o agli uffici dell’Amia per risolvere la questione bonariamente”.

Ma perché dopo così tanti anni si richiede il saldo di bollette insolute? “Quando è subentrata Gaia nella gestione dell’acquedotto, sembrava che dovesse inglobare anche i crediti. Invece poi le varie vicende amministrative hanno fatto imboccare ai dirigenti di Gaia una strada diversa. I crediti vecchi sono stati lasciati all’Amia. E ora noi cerchiamo di recuperarli”.

Dall’azienda municipalizzata fanno sapere, inoltre, che spesso risulta difficile rintracciare i ‘morosi’ perché cambiano indirizzo e non lo comunicano. L’Amia ha inviato le raccomandate anche a persone decedute per cui sarà difficile recuperare il gettito previsto di 600 mila euro. Sono circa 40 mila gli utenti di Amia censiti al 31 dicembre 2004 quando l’azienda aveva in appalto anche gli di Fivizzano e Montignoso.

Trentamila gli utenti di Carrara, seimila dei due comuni, uno massese e l’altro lunigianese. Si annuncia ora una fase calda per mettere a regime le bollette che l’Amia dichiara essere insolute. Ma molti cittadini sono convinti di aver pagato a suo tempo per cui non paiono assolutamente intenzionati a mettere mano al portafoglio.

Le bollette insolute si prescrivono nel giro di cinque anni e per questo l’Amia ha inviato le raccomandate per interrompere la prescirzione. Ma la raccomandata non sarebbe considerata come un atto giudiziario per cui tutto resta a discrezione del giudice qualora il contenzioso con gli utenti, come probabile, finisse nelle aule del tribunale.

Fonte: Guido Baccicalupi, La Nazione