Furbetti del mattone tremate. Nei paradisi della , tra ville a picco sul mare ed esclusivi angoli da cartolina, è stata dichiarata guerra all’abusivismo edilizio. A scendere in campo il nuovo procuratore capo di Francesco Verusio che sta ultimando una task force di agenti speciali e specializzati che avranno il compito di scovare le irregolarità compiute negli ultimi anni in tutta la provincia.

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«Fino ad oggi – spiega Verusio, arrivato a Grosseto a dicembre – c’è stato un controllo parziale su questi reati. Eppure la Maremma è un territorio così bello che purtroppo si presta a reati ambientali, in particolare nelle zone di Follonica, , Argentario e . Il messaggio che vorrei far passare è quello che da ora in avanti ci saranno maggiori verifiche». Il guanto di sfida era stato lanciato già un anno e mezzo fa quando a Campagnatico, piccolo paesino sopra Grosseto, partì la prima inchiesta sull’edilizia. Nella rete della Finanza finì tutta la giunta: sindaco e vice in primis, mentre per un paio di dipendenti dell’ufficio urbanistica si aprirono anche le porte del carcere.

Stessa sceneggiatura un anno dopo a Monte Argentario dove la polizia ha scoperto un «sodalizio criminale» che gestiva le pratiche edilizie. Nelle due inchieste sono indagati politici, dipendenti pubblici, architetti, costruttori e semplici proprietari che vengono in Maremma per le vacanze. Durante l’ultimo inverno anche i carabinieri di Orbetello hanno sequestrato diverse ville da sogno per reati simili. Sfruttando il nuovo codice per la tutela del paesaggio di volta in volta per gli indagati era scattato quando il divieto quando l’obbligo di dimora, con la conseguenza che chi non aveva rispettato la legge finiva per non poter entrare in casa propria. Nello stesso periodo a Grosseto è scoppiata pure la guerra dei gazebo, costruiti fuori da bar e ristoranti con l’a utorizzazione del Comune attraverso una Dia quando invece – secondo la procura – serviva un permesso a costruire trattandosi di volumetrie aggiuntive. «In molte realtà – spiega Verusio – questi nuclei specializzati sono una cosa normale. Ad esempio a Roma, dove lavoravo prima di venire in Maremma, il nucleo era composto da oltre cento agenti.

Fonte: Il Tirreno