Carrara – Boccata di ossigeno per le famiglie che abitano in dopo un 2008 pauroso con ben 96 sfratti esecutivi, in media uno ogni tre giorni. Arrivano, infatti, i ad integrazione dei : circa 370mila euro di cui 300mila erogati dalla Regione e il resto dal Comune.
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Saranno interessate 391 famiglie che hanno partecipato al bando e gli esclusi sono 77 di cui 20 extracomunitari. Per il 2009, le famiglie in fascia A (con l’Ise, indicatore della situazione economica sotto gli 11.000 euro l’anno) che sono risultate 322, percepiranno (massimo) 1.136 euro l’anno mentre per la fascia B (Ise tra 11.913 e 26.390) il contributo massimo erogato sarà di 489 euro. Nel 2007 i contributi erano più alti: 759 per la fascia B e 1.699 per la A.“I tagli ai fondi applicati dal governo – hanno spiegato in una conferenza stampa l’assessore al sociale Massimiliano Bernardi e la dirigente Daniela Tommasini – hanno abbassato la quota ad integrazione dei canoni di locazione ma il Comune è intervenuto con una somma aggiuntiva di 70 mila euro che gli consentirà, nel 2010, di avere un contributo maggiore dalla Regione”.

Tra i 77 esclusi, 20 erano privi del requisito di residenza da almeno dieci anni sul territorio nazionale, ovvero da almeno cinque anni nella medesima regione per gli immigrati regolari, 15 per incidenza canone Ise inferiore rispetto ai limiti fissati, 11 per domanda incompleta, 10 per l’Ise superiore rispetto a quanto individuato come tetto per l’accesso, 10 per domanda presentata dopo la scadenza, 4 per assenza del requisito del bando di essere titolari di un regolare contratto di locazione, 2 per nucleo familiare, risultante dallo stato di famiglia anagrafico, diverso rispetto a quello indicato nella certificazione Ise, 1 perché titolare di diritti di proprietà non dichiarati nella certificazione Ise. E questo ultimo caso evidenzia anche aspetti irregolari che hanno spinto la Guardia di Finanza ad intervenire: controlla a caso il dieci per cento delle famiglie che ricevono il contributo.

Nello scorso anno le Fiamme Gialle hanno recuperato settemila euro percepiti indebitamente dagli affittuari dopo aver presentato una falsa.

Quindi i “furbetti” del canone rischiano la sanzione penale. La dirigente Tommasini ha poi chiarito un aspetto legale che spesso impedisce al Comune di intervenire dopo gli sfratti: “Alcuni avvocati dopo che un loro assistito ha ricevuto uno sfratto esecutivo fa domanda al Comune per ricevere un alloggio popolare. Noi purtroppo abbiamo le mani legate e non possiamo aiutare le famiglie assegnando loro una casa popolare. Debbono prima presentare la domanda ed entrare in graduatoria. Per cui chi è in odore di sfratto faccia subito la domanda al Comune per la casa popolare”.

Articolo di Guido Baccicalupi – La Nazione