usufruttuario

Condominio: Il nudo proprietario e l’usufruttuario

Riforma condominio – nudo proprietario – usufruttuario

Il nudo proprietario e l’usufruttuario sono condomini a tutti gli effetti e sono tenuti al pari degli altri a concorrere alla formazione della volontà del condominio di conseguenza l’amministratore di condominio ha l’obbligo di convocare in assemblea tutti gli aventi diritto (art. 1136, comma 6, c.c.), essi compresi.

La nuda proprietà sugli immobili

compravendita nuda proprietaEvidentemente questa crisi è così radicata nel popolo italiano che si stanno cambiando le abitudini anche nei confronti di quel bene che da sempre per i nostri concittadini è stato sinonimo di sicurezza e rifugio dei risparmi, la casa.

Il mercato immobiliare sta vedendo diversi cambiamenti nell’ambito della gestione degli immobili che la congiuntura economica porta con sè, a partire dalla ritrovata consuetudine di sub affittare una stanza per avere un maggiore reddito disponibile, magari quella del figlio che è uscito dal nucleo famigliare, fino a giungere all’ultima delle soluzioni, che proprio ieri sera alla trasmissione Ballarò veniva illustrata, si tratta della nuda proprietà a tempo determinato, o sarebbe meglio dire l’usufrutto a scadenza.

Opportunità e i vantaggi del mercato della riqualificazione immobiliare

Il 98% degli edifici che saranno presenti tra 50 anni sono già stati costruiti. Si stima che le nuove costruzioni costituiranno solo il 2% sul volume totale del costruito. Ogni anno, la cementificazione divora milioni di ettari di territorio, solamente considerando i dati relativi alla maggior parte delle regioni italiane. Senza considerare la significativa fetta del patrimonio esistente costituita da edifici storici che, ovviamente, vanno tutelati da interventi di riqualificazione. Sono queste le informazioni da cui parte REbuild, la convention nazionale dedicata alla riqualificazione e gestione sostenibile dei patrimoni immobiliari che si terrà dal 17 al 19 settembre a Riva del Garda, per dimostrare la crescente necessità di sviluppare un nuovo futuro per la filiera delle costruzioni. Si tratta di opportunità reali che possono da un lato aiutare il settore immobiliare a uscire dall’attuale situazione di stagnazione e, dall’altro, istituire buone prassi dedicate a garantire un miglior comfort ambientale.

Nuda proprietà: Si o No

La frenata dei prezzi ha riacceso l’interesse su questo tipo di acquisto immobiliare, da scegliere però solo dopo aver valutato i pro e i contro.
Il suo principio base è la separazione fra la proprietà e l’usufrutto.
Se compri sei proprietario della casa ma chi te la vende ne mantiene l’usufrutto, cioè continua a viverci dentro o se affittata a godere dei frutti.


Regolato dall’art. 978 e seguenti del Codice Civile, l’usufrutto può essere a termine – chi vende infatti – può restare nell’appartamento per un periodo prefissato, non più di trenta anni – oppure a vita.
La formula più frequente è l’ultima, perché consente a persone in età avanzata di riscuotere una certa somma continuando a vivere nella propria abitazione. Ci possono essere più usufruttuari ( es. una coppia di coniugi comproprietari) : in questi casi si potrà entrare in possesso solo alla morte di entrambi.

Reddito da locazione: va dichiarato da chi ha il diritto reale sull’immobile

Il reddito proveniente da un contratto di locazione di un immobile, oggetto di donazione con usufrutto e concesso in comodato allo stesso donatario, è imputabile esclusivamente al comodante/usufruttuario, anche se il contratto è stipulato da chi ha ricevuto in comodato il bene.

Questo perché il contratto di comodato non implica un trasferimento della titolarità del reddito fondiario dal comodante al comodatario.
Con la risoluzione n. 381/E del 14 ottobre 2008 l’Agenzia delle Entrate risponde all’interpello , all’interpello presentato da un contribuente che aveva donato e concesso in comodato alla propria figlia un villino, diviso in tre unità abitative, riservandone per sé l’usufrutto.

Tutto quello che si deve sapere sugli impianti con potenza uguale o superiore a 35 kW

Chi è il responsabile dell’impianto termico?

Per gli impianti unifamiliari il responsabile dell’impianto e’ sempre l’occupante dell’alloggio a qualunque titolo, quindi può essere il proprietario o il locatore o l’usufruttuario, ecc..

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Questi può rimanere unico responsabile o delegare tale responsabilità ad un terzo che assuma la figura di “terzo responsabile”. Nel caso di immobili dotati di impianti centralizzati, amministrati in condominio, gli obblighi precedenti ricadono sull’Amministratore del condominio.